Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica migliori per l'avvenire. Non affrettiamoci troppo a decidere e a far controproposte. Roma non si fece in un giorno. La questione dei concorsi ha troppa fondamentale importanza per la vita e per l'avvenire della nostra scuola, ed è troppo complicata, perché possiamo sperare di risolverla ab irato con ordini del giorno compilati spesso sotto il bruciore di interessi personali offesi, e approvati senza matura riflessione per malinteso desiderio di concordia e per errato sentimento di solidarietà. In questa questione sono in gioco, oltre agl'interessi dei professori che aspirano a mutare insegnamento, gl'interessi degli alunni che hanno il diritto di avere maestri scelti con le piu rigide garenzie. A me duole doverlo dire: ma verrei meno al piu sacro dei miei doveri se tacessi: in questa valanga di ordini del giorno, che si è scaricata contro il regolamento sui concorsi, io sento le voci dei professori, ma non quelle degli alunni I Ma ho la ferma convinzione - e per questo scrivo - che una riflessione piu matura richiamerà la nostra Federazione sulla buona via. V Dobbiamo, dungue, inghiottire a occhi chiusi il regolamento neonato? No perdio! Esso è difettosissimo e va corretto. E una correzione fondamentale che dobbiamo chiedere con la massima insistenza ed energia è che in attesa di una riforma seriamente studiata, il regolamento ci assicuri che le Commissioni esaminatrici saranno formate con persone davvero competenti ed oneste. Purtroppo a questa assoluta necessità non risponde in nessun modo H regolamento attuale. Nel primitivo disegno di legge sullo stato giuridico era tolto al Ministro il diritto di nominare le Commissioni esaminatrici a suo arbitrio: la nomina era da lui fatta su proposte della Giunta superiore della Istruzione media. Ognuno comprende la importanza di questa disposizione, che impediva al Ministro di nominare - come avvenne specialmente al tempo del Nasi - commissioni addomesticate, per le quali il concorso non era che una formalità esterna necessaria per creare a un determinato numero di amici e di ... fratelli il diritto di invadere le scuole. Togliere al Minist!o la facoltà di nominare le commissioni esaminatrici dei concorsi, significa assicurare una delle piu efficaci garanzie della laicità, cioè della indipendenza della scuola dai partiti politici e religiosi. Né - si badi bene - questo genere di disposizioni rappresenta una novità in Italia; perché l'art. 3 del Regolamento 18 agosto 1860 stabiliva che la Giunta esaminatrice del concorso viene eletta dal Ministro "sulla proposta dell'Ispettore generale delle scuole mezzane," cioè limitava i poteri del Ministro con quelli dell'Ispettorato. Passando per la trafila delle commissioni e delle discussioni della Camera e del Senato, la legge perdé questa che era una delle sue disposizioni 818 BibliotecaGino Bianco

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