Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Chiarimenti necessari cultura, fatto sulle tre tesi estratte a sorte, si passerebbe alla prova didattica. Cioè si prenderebbe l'argomento di una delle tre tesi estratte a sorte, e si chiederebbe al concorrente in che modo egli tratterebbe quel tema nella scuola, in cui aspira ad insegnare: come ordinerebbe la materia, quali nozioni supporrebbe già conosciute, quale idea fondamentale cercherebbe di far penetrare nella mente dell'alunno durante la lezione, ecc. ecc. Finalmente il concorrente sarebbe invitato a fare senz'altro la lezione di prova sull'argomento in questione, la quale lezione di prova sarebbe senza dubbio insufficiente da sé sola a rivelarci il valore del concorrente; ma combinata con tutti gli altri elementi di giudizio riescirà senza dubbio utilissima. Perché è ingiusta esagerazione dire che in mancanza degli alunni in carne ed ossa la lezione di prova è una commedia e niente altro: certo è una finzione da cui uno scemo non saprà cavare i piedi, mentre un uomo d'ingegno avrà modo per mezzo di essa di rivelare un lato della propria personalità e una parte importantissima del proprio valore. Queste prove di esame, ordinate per la mia materia come io propongo, sarebbero il non plus ultra della perfezione? Probabilmente no. E uno studio piu accurato dell'argomento e la esperienza ci indicheranno vie migliori. Gli esami scritti non sono da sopprimere in tutti i concorsi? Io tenderei a rispondere si, anche perché mi avviene spesso di domandarmi se le prove scritte non sarebbe bene sopprimerle in tutti gli esami anche di scuole secondarie. Insomma io non oso dare a queste domande risposte sicure. Io non ho al}- cora studiato bene tutte queste questioni. E credo che ben pochi fra coloro, che si sono dati a votare ordini del giorno faciloni e non sempre disinteressati, le abbiano studiate meglio di me. Di questa materia importantissima nessuno in Italia si era finora mai occupato di proposito. Il Ministero è andato innanzi sempre a casaccio, bandendo e non bandendo i concorsi, bandendoli ora per soli titoli e ora per titoli ed esami, ora ponendo limiti all'opera delle Commissioni, ora lasciandole del tutto libere nella loro iniziativa, secondo le opinioni personali dei Ministri e dei burocratici, secondo che si operava con l'uno o con l'altro metodo di provare questo o quello dei concorrenti futuri. Noi, per conto nostro, ci siamo limitati a chiedere in massima i concorsi senza studiarne le modalità. Ottenuti i concorsi obbligatori per legge, è venuta l'ora di studiarne l'ordinamento. Il regolamento Rava è certo difettosissimo. Ma altro è chiedere di primo impeto la soppressione degli esami: e peggio che mai è chiedere questa soppressione senza sufficienti motivi per i soli professori, che sono in ufficio, lasciando gli altri nelle peste. Prima di prendere deliberazioni definitive, studiamo la questione ciascuno di noi dal punto di vista della sua materia e della sua scuola; ricerchiamo quali metodi usino "i mediocri e i cerretani 11 di quei paesi, come la Francia e la Germania, che reclutano per esami i loro professori: esigiamo che le Commissioni esaminatrici dei prossimi concorsi espongano nelle relazioni finali i criteri, da cui si faranno guidare, e propongano norme 817 BibliotecaGino Bianco

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