Chiarimenti necessan al cui insegnamento intendono passare e che non hanno mai insegnata - questo è il punto! - essi non hanno data nessuna dimostrazione nella scuola che aspirano ad abbandonare, una prova di maggiore o minore capacità didattica l'hanno senza dubbio data; e sebbene l'abbiano data in una scuola diversa da quella, in cui vogliono entrare, si possono fino a un certo punto dalle attitudini dimostrate in una scuola dedurre attitudini analoghe per tutte le altre scuole e per tutte le altre materie. Sotto questo punto di vista, dunque, l'esame dei fascicoli personali potrebbe sostituire la prova didattica, 1) se i fascicoli personali potessero essere presi sul serio; 2) se non si trattasse di concorso, cioè di giudizi comparativi nei quali occorre che il confronto avvenga fra le quantità omogenee, e che la valutazione dei singoli elementi da confrontare sia fatta da un'autorità unica. Eppoi - dirò anche questa eresia, da cui senza dubbio ricaveranno nuovi argomenti gli apolitici della Libera voce per fare di me un vero e proprio Nemico del popolo - la lodevole attività didattica dimostrata da un insegnante .in una scuola, per esempio, nel ginnasio inferiore non deve servire per trattenere l'insegnante in questa scuola, dove ha mostrato di stare benissimo anzi che per fargli cambiare insegnamento? Dategli molte promozioni per merito; mandatelo nella sede che egli meglio desidera; cercate in tutti i modi di rendergli gradito il presente ufficio, in cui fa tanto bene: ma non premiate la sua bravura, danneggiando la scuola col privarla di un elemento che nella pratica si è rivelato fornito di doti cos1 preziose. Per questo è necessario togliere gl'insegnanti delle classi inferiori dalla necessità, in cui oggi si trovano di passare alle classi superiori, per migliorare la loro condizione. Per questo è necessarissimo quel ruolo unico il quale consenta a ciascuno di scegliere fin dal principio della carriera il proprio insegnamento, e di sistemarvisi definitivamente senza la necessità di ulteriori mutazioni. Chiediamo, dunque, con insistenza il ruolo unico. Non chiediamo privilegi illogici, immorali, dannosi a terzi, dannosi alla scuola. Gl'insegnanti, che sono già in servizio, e aspirano a mutare insegnamento, hanno di fronte ai cosf detti novellini una posizione privilegiata, in quanto, a parità di titoli accademici e scientifici e a parità di esami, devono essere preferiti ai novellini in grazia della loro anzianità di servizio; e allo stesso merito didattico rivelato negli esami dovrà aggiungersi il peso dei meriti didattici rivelati nella carriera anteriore. Perché aggiungere a questi, che non sono privilegi ma diritti sacrosanti, altri privilegi? La mia domanda resta in piedi anche dopo le osservazioni dell'amico Crocioni; né ho trovato ad essa risposta cli sorta in tutti gli ordini del giorno e circolari e memoriali, che sono andato in questi giorni, con quanta piu cura potevo, leggendo. L'articolo del Crocioni, anzi, mi consente di mettere la questione in una forma nettissima. Se le prove d'esame non rappresentano, come afferma il Crocioni nel suo articolo, se non una buffonata, perché questa buffonata egli consente a lasciarla per i soli novellini? perché questi esami buffone813 BibliotecaGino Bianco
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