Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica L'insegnante, che sia_già in ufficio, dev'essere senza alcun dubbio preferito - a parità di condizioni - al concorrente che non abbia ancora prestato nessun servizio nelle pubbliche scuole: è questo un diritto sacrosanto che nessuno oserà mai contestare; e se egli potrà presentare nel concorso giudizi di persone competenti, le quali attestino i buoni frutti dell'insegnamento da lui impartito nella scuola che aspira a lasciare, anche questo rappresenterà un vantaggio notevolissimo e incontrastabile. Ora perché a questi vantaggi si deve aggiungere anche il privilegio della dispensa dagli esami? Evidentemente i professori, nel votare a se stessi questo privilegio, non han pensato se non a liberarsi da una solennissima seccatura. Se si indicesse un referendum sulla medesima questione fra i laureati e laureandi, si potrebbe scommettere 9 contro 1 che le prove d'esame sarebbero dichiarate inutili per i concorrenti novellini e necessarie per i professori che sono già in ufficio. I fabbricanti di candele spegnerebbero con una legge il sole, per poter vendere piu candele. Ogni classe tende a proteggere se stessa contro la concorrenza altrui, circondandosi di monopoli con l'aiuto dello Stato. Gl'insegnanti, però, non sono o per lo meno non dovrebbero essere... fabbricanti di candele. E in questo come in infiniti altri casi la Federazione si trova di fronte all'eterno dilemma: vuol essa divenire nella vita italiana, a somiglianza di un qualunque castello di ternaioli e zuccherieri, una lega protezionista, preoccupata solo degl'interessi dei propri soci e indifferente agl'interessi generali? o deve essere un centro di forze e di idee seriamente e sinceramente democratiche, elevandosi sempre al di sopra degl'interessi individuali dei soci, e studiandosi con ogni cura di coordinarli, e magari tenendosi pronta a subordinarli ai diritti altrui e alla utilità generale? Se la Federazione prenderà la prima via sarà agitata da continue piccole e pettegole gare interne, perché nessun gruppetto vorrà subordinare i propri interessi a quelli del gruppetto vicino, dopo che tutti si son messi çl'accordo per ignorare gl'interessi generali; si discrediterà nella opinione pubblica; sarà abbandonata da' suoi migliori; e se non vorrà morire abbandonata alla fine anche dai peggiori, dovrà in luogo della simpatia del paese cercare la protezione delle clientele governative burocratiche parlamentari clandestine, disdicendo l'orientamento democratico votato al Congresso di Roma, trasformandosi in una confraternita apolitica di pitocchi· domestici e sussidiati, entrando a far parte, nuovo asteroide senza importanza, del grande sistema affaristico della politica ufficiale italiana. Se si preferirà l'altra via, sarà senza tregua agitata da crisi clamorose, da aspri dissidi, da secessioni formidabili; ma non perderà il contatto con le grandi correnti della vita nazionale, sarà sempre una palestra in cui si onoreranno di combattere gli uomini intellettualmente e moralmente migliori; sarà forte di una indistruttibile forza ideale propria; vivrà affannosamente ma degnamente e utilmente per la scuola e pel paese; e nessuna insidia di falsi am1c1 o violenza di avversari contro d'essa prevarrà. 808 BibliotecaGino Bianco

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