Chiarimenti necessari (Replica del professor G. Salvemim)1 I La sola persona che nel criticare il regolamento dei concorsi abbia ragionato con logica corretta e inflessibile è stato il Renier2 ; il quale ha dichiarato che gli esami servirebbero solo a far trionfare i mediocri e i cerretani. Dunque niente esami per nessuno: né per i vecchi né per i novellini. Veramente in Francia e in Germania i concorsi si fanno per esami. In Italia molte volte si sono fatti per esami e per titoli. Per entrare in magistratura si fanno concorsi per esami, che tendono a divenire sempre piu rigidi e difficili, via via che cresce la ressa degli aspiranti. Per entrare alla scuola di guerra, per entrare nel genio civile, per entrare nelle ferrovie, si fanno concorsi per esami. Che tutti i professori francesi e tedeschi sieno mediocri e cerretani? che tutti coloro, i quali vincono in Italia i concorsi per esame, sieno mediocri e cerretani? Aboliti gli esami non restano come elementi di giudizio net concorsi se non i titoli accademici, i titoli scientifici, i titoli didattici. Che ai titoli accademici si debba negare ogni valore, vedo, con piacere che venga ammesso alla quasi unanimità. E poiché i concorrenti novellini non hanno titoli didattici,3 non resterà per costoro altro elemento di giudizio se non quello offerto dall'esame e dal confronto dei titoli scientifici. E certo i titoli scientifici devono avere nei concorsi un notevole peso. Ed è deplorevolissimo che il regolamento dei concorsi li abbia messi quasi 1n ultima linea.4 Ma devono dare essi soli gli elementi del giudizio? Pren1 Da "Nuovi Doveri," 31 luglio 1907. [N.d.C.] 2 Rodolfo Renier (1857-1915) di Treviso, filologo, discepolo successivamente di Carducci, Graf, Bartoli. Dal 1883 professore di letterature neolatine all'Università di Torino. Insieme con Arturo Graf e Francesco Novati fondò (1883) e diresse per parecchi anni il "Giornale storico della letteratura italiana." [N. d.C.] 3 Quando il Rajna scrive: "Non già che, secondo me, l'importanza maggiore abbia a darsi alla produzione scientifica. Ciò che sopratutto mi stà a cuore è il modo come l'ufficio d'insegnante è esercitato." Dimentica evidentemente i neolaureati i quali non hanno mai insegnato. Per costoro gli esami sono una pagliacciata; i titoli didattici non esistono; la produzione scientifica non deve avere la importanza maggiore? ma con quali elementi, allora, devono essere giudicati? In generale coloro, che han criticato gli esami nei concorsi, hanno sempre mancato di spiegarci quale sistema essi seguirebbero. Chi volesse fare la somma di tutte le critiche, troverebbe che i titoli accademici non servono, gli esami servono solo ai cerretani, i titoli scientifici non devono avere la importanza maggiore, l'anzianità e i titoli didattici per i novellini non esistono: dunque non resta che abolire i concorsi e far nominare i professori deputati della maggioranza giolittiana. Il Raina anzi dichiara senz'altro che la legge sullo stato giuridico non gli va: egli "avrebbe battuto altra strada"; e certo sarebbe stata la strada migliore; ma finché egli non si decida a rivelarci il suo sistema - ed è gran peccato che non abbia creduto utile parlare tre anni fa - noi continueremo a credere che per mettere un freno alle camorre parlamentari, burocratiche, massoniche e universitarie, era necessaria una legge la quale imponesse i concorsi, e un regolamento che tracciasse alle Commissioni esaminatrici alcune norme stabili di lavoro. 4 Non comprendo come mai l'amico Crocioni mi attribuisca la opinione che dei titoli scientifici si debba tenere "scarso conto"; io, invece, affermai che ad essi deve darsi un "notevole peso." Per chiarire meglio la mia idea, dirò che mentre il regolamento dà ai titoli 809 BibliotecaGino Bianco
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