Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Protezionismo di classe maestri; mentre da altri la ricca e magari pregevole produzione scientifica era ottenuta non di rado, a tutto scapito della cultura necessaria alla scuola e della efficacia didattica. E se è bene che gl'insegnanti sieno spronati alla produzione scientifica, ed è utile perciò che si dia nei concorsi alle pubblicazioni un notevole peso, sarebbe grave errore giudicare i concorrenti con questo solo criterio e classificare i concorrenti secondo il solo valore della carta stampata. Essendo dunque nullo per i concorsi il valore probativo dei titoli accademici, e insufficiente quello delle pubblicazioni scientifiche, non resta altra via per assicurare alla scuola i maestri migliori, se non quella di sottomettere tutti i concorrenti a una o piu prove di esame. Come queste prove debbano venire ordinate affinché sia possibile ricavarne dati sicuri per il giudizio assoluto e comparativo dei concorrenti, sarebbe discorso troppo lungo ed estraneo allo scopo per cui scriviamo queste pagine. Quel che importa tener fermo è che il concorso per esami è una necessità, se si vuole che i concorsi sieno fatti sul serio; e prender atto con piacere che convenga in questa opinione la quasi unanimità degl'insegnanti o almeno di quegl'insegnanti che hanno l'ingenuità di occuparsi di siffatte questioni e che perciò hanno soli il diritto di avere una opinione e di manifestar la. Ma questi stessi insegnanti, che dimostrano un cosf squisito sentimento di giustizia e una cosf intelligente e rigida cura dell'utile della scuola quando trattano dei concorsi per la prima ammissione in servizio, a cui nessuno di essi avrà mai bisogno di partecipare, diventano a un tratto protezionisti ingiusti e pericolosi non appena entra in gioco il loro interesse personale. E votano (1886 contro 263 e 199 astenuti) che nei concorsi per passare da uno ad un altro ruolo gl'insegnanti, che sieno già in ufficio, devono essere dispensati dalla prova d'esame, ed essere giudicati solamente sui titoli. Perché questo privilegio? I titoli accademici e scientifici, che erano invalidi a dar sicuri e adeguati elementi di valutazione sul conto di chi per la prima volta partecipava a un concorso, in grazia di quale miracolosa metamorfosi diventano sufficientissimi a indicare il valore di questa stessa persona nel caso che, entrata a servizio dello Stato, voglia fare un nuovo concorso per cambiare insegnamento? Un professore di ginnasio inferiore, che concorra per la storia nei licei, è forse per i giudici del concorso un punto interrogativo meno imbarazzante che non sia un giovane senza passato didattico e di fresco laureato? E poiché nello stesso concorso si troverà in gara il professore che già è nei ruoli governativi, e l'aspirante non ancora toccato dal divino influsso del 27 del mese, e il primo sarà a differenza del secondo dispensato dalle prove d'esame, in che modo i giudici del concorso confronteranno le prove date dal secondo con quelle non date dal primo? Dovranno assegnare a priori il massimo dei punti al primo come vantaggio a cui egli abbia diritto indiscutibile in qualità di "impiegato governativo," cioè d'essere sovrumano, anzi addirittura divino? 807BibliotecaGino Bianco

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