Problemi di riforma scolastica l'esame in ritardo. Gli assegnai un tema da sviluppare per iscritto. Scomparve, e riapparve dopo tre ora portandomi il suo compito. Non mi passò neanche per la testa di sospettare che uscendo dalla mia stanza avrebbe potuto fermarsi nella biblioteca a prendere qualche libro nella collezione italiana, che era proprio fuori del mio studio, e fare cosi bottino per il suo compito. Alcuni anni or sono si scopd che un gruppo di alunni della scuola militare di Annapolis avevano commesso un imbroglio. Ecco come erano andate le cose. Essendo gli scolari assai numerosi, e dovendo i compiti scritti servire per classificarli secondo il merito, un unico tema era stato preparato per tutti; ma non essendoci una sala capace di raccoglierli tutti insieme in una volta sola, i giovani furono divisi in gruppi, ognuno dei quali dette l'esame scritto in un giorno diverso. Dovendo però l'esame servire a classificare per merito gli alunni, lo stesso tema fu dato a tutti i gruppi, uno dopo l'altro, di giorno in giorno. Il sistema non poteva funzionare, se da un giorno all'altro e per tutti i giorni non fosse stato mantenuto il segreto - cioè l'obbligo d'onore - dei giovani. Or avvenne che un gruppo di giovani, che facevano parte di una stessa squadra di calcio, legati dalla solidarietà di giocatori piu che dalla promessa del segreto, si erano comunicati il tema da un giorno all'altro. Per questa violazione dell'onore, una sessantina di giovani furono sottomessi a un vero e proprio processo, con giudici, testimoni, avvocati accusatori e avvocati difensori. I giudici proposero al Presidente della Repubblica la espulsione della scuola: dové decidere il Presidente della Repubblica! Il Presidente Truman sentenziò l'espulsione. Se volete ridere di me, amici lettori, ridete pure; ma debbo confessare che seguii anch'io il caso di Annapolis piu di quanto non abbia fatto per il caso Montesi. Un'altra caratteristica dell'esame americano - almeno quale io l'ho sperimentato - è che l'alunno ha il diritto di essere informato dall'insegnante sulle ragioni, per cui il suo compito è stato bocciato, oppure ha ottenuto un punto piu basso di quello che aspettava. Una volta venne nel mio studio una ragazza, e mi pregò di indicarle gli errori che le avevano valso il punto minimo per non essere bocciata. Il compito, esaminato, era H. Seguendo la traccia dei segni in margine, cominciai col farle osservare che aveva messo, al posto di San Benedetto di Norcia, San Francesco di Assisi; poi passai a Federico Barbarossa. Ma lei mi avverti: "Avete avuto ragione," disse, "anzi mi pare che mi abbiate dato un punto superiore a quello che meritavo." Cercai di confortarla. "A me dispiace tanto," dissi, "quando non posso dare ad un alunno un punto alto; mi domando se ho fatto veramente tutto il possibile per ottenere un miglior resultato." Ora toccò a lei di consolare me: "Never mind (non fa niente); I had such fun (mi divertii tanto) alle vostre lezioni, che sono contenta di esservi stata, anche se l'esame è andato male." Come si fa a non avere nostalgia per scolaresche siffatte? 790 BibliotecaGino Bianco
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