Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica Verso il 1920, con i capitali cosi accumulati, si potrebbe istituire - oltre alla Facoltà di medicina, fornita di cliniche e di gabinetti non piu insufficienti come nel passato - una Scuola superiore di agricoltura, che riescirebbe a decoro della città e a vantaggio della Sicilia e della Calabria piu assai che le vecchie inutili Facoltà di lettere e di scienze e la solita male- .fica fabbrica di avvocati. Per quanto si riferisce alla agricoltura meridionale - ha scritto Ghino Valente non è molto nell'Italia agricola dal 1861 al 19113 - noi abbiamo il buio completo. Nessuna delle colture di piante legnose, che sono la specialità di quella agricoltura, è stata studiata. Noi assistiamo alla decadenza della coltura dell'olivo che un tempo era nostra gloria e vanto. Ma chi sa dirne le cause? Chi sa dirci, se e fin dove possa esser vinta la nemica di quella agricoltura che è la siccità, e quali pratiche particolari essa imponga, affinché il sussidio prezioso delle concimazioni chimiche non sia ad essa negato, ed affinché si possa estendere quell'allevamento dei bestiami, senza di che è impossibile raggiungere un alto grado di intensità della coltura? Vi è, a riguardo dell'agricoltura meridionale, una serie multiforme di problemi di chimica, di biologia, di meccanica, che attendono invano la soluzione; vi è tutta una serie di esperienze che andrebbero senza indugio iniziate e condotte con costante sapienza, se si vuole veramente quel risorgimento agricolo del Mezzogiorno, che è sulle labbra di tutti, ma pel quale lo Stato italiano nulla ha saputo operare finora efficacemente. Pertanto il provvedimento di maggiore utilità ed urgenza che si possa richiedere a vantaggio dell'agricoltura italiana, ed in particolare a vantaggio dell'agricoltura meridionale è la fondazione di uno o pochi istituti scientifici, i quali studino i problemi che ci sovrastano e sieno ordinati in guisa da poter adempiere al loro alto compito. E prima del Valenti, un altro competent:1ss1modi problemi agran, il Cuboni,4 scriveva nella Rassegna contemporanea del 1909: L'olivo, pianta di tanta importanza economica, sembra dimenticato affatto daila scienza biologica moderna; noi non conosciamo nulla delle malattie che lo colpiscono e dei modi per combatterle. Mentre per l'umile patata abbiamo un'intera biblioteca di memorie scientifiche, abbiamo appena poche pagine per la conoscenza botanica e agraria dell'olivo. Ciò che dico per l'olivo, dovrei ripeterlo per la maggior parte delle piante arboree speciali del Mezzogiorno: esse sono state finora trascurate dalla scienza moderna, ed è appunto questa deficienza di studi scientifici la causa principale per la quale la coltura di queste piante non è progredita affatto in confronto dei progressi realizzati per le colture erbacee settentrionali. Questo è il punto principale sul quale vorrei richiamare l'attenzione di quanti s'interessano ai problemi dell'agricoltura meridionale. Noi vediamo che in Italia tutte le stazioni agrarie, dopo la soppressione della stazione di Palermo, sono situate nell'Italia settentrionale, cioè nella zonà delle colture erbacee, ad eccezione della stazione agraria di Roma, la quale si occupa soltanto di chimica agraria, e della stazione di patologia vegetale pure di Roma, la quale si limita allo studio delle malattie delle piante... Per le tradizioni storiche della sua coltura, per la ~ua situazione geografica, per i suoi interessi piu vitali, è 3 Roma, Accademia dei Lincei, 1911, pp. 126 sgg. Ghino Valente (1852-1921). Professore dal 1897 nelle Università di Modena, Padova e Siena. Collaborò all'inchiesta agraria Jaccini. Fu segretario generale della Società degli agricoltori italiani e diresse la statistica del Ministero dell'agricoltura (1907-1910). Pose le basi del catasto agrario. [N.d.C.] 4 Giuseppe Cuboni (1852-1920). Botanico, agronomo, naturalista. Fondatore della Scuola Fitopatologica italiana. Si dedicò anche allo studio dei problemi riguardanti l'agricoltura meridionale (I problemi dell'agricoltura meridionale, 1909). [N.d.C.] 778 BibliotecaGino Bianco

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