Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di ,-iforma scolastica tutti a Bari. Mentre, sparpagliati di qua e di là, noi non serviremmo a nulla di serio; raccolti a Bari, invece, noi libereremmo l'Università di Napoli da qualche migliaio d'alunni, consentendole di funzionare meno male che finora non abbia fatto; potremmo contribuire efficacemente al rinnovamento morale ed economico dell'Italia meridionale assumendo fin dal principio, nella nuova casa, l'abitudine di un rigore sistematico e benefico, che le tradizioni non belle dell'antica Università di Messina ci rendevano impossibile; costituiremmo a Bari un centro di attrazione e di espansione intellettuale e morale italiano verso le vicinissime coste orientali dell'Adriatico e la penisola balcanica: compiremmo, in una parola, opera veramente utile al paese che ci paga, e avremmo la coscienza di guadagnarci onestamente la vita. Solo, nel caso che l'assemblea deliberi di chiedere l'istituzione della Università a Bari, è necessario che essa chieda che l'Università 1 venga istituita sul serio, con le dotazioni necessarie, per avere gabinetti e biblioteche non irrisor1. È necessario, insomma, pretendere che le cose si facciano coscienziosamente e che non ci si metta nelle stesse vergognose e intollerabili condizioni di impotenza in cui siamo stati finora tenuti a Messina. Bari non è certo un centro piacevole di vita, e a nessuno fra noi -- lo confesso anche per parte mia - sorride l'idea di andare a finirvi i propri giorni. Ma sarebbe veramente strano se, dopo avere visto la morte cogli occhi e avere perduto tutto ciò che ci rendeva cara la vita, noi non avessimo la forza di subordinare all'interesse generale l'interesse nostro. Coi migliori saluti. G. SALVEMINI Per l'Università di Messina1 L'onorevole Credaro2 ha bandito tre concorsi per coprire tre delle cattedre vacanti nella Facoltà di lettere dell'Università di Messina. È da augurarsi che, allorché l'onorevole Credaro vorrà costituire le commissioni esaminatrici, nessun professore universitario accetti di far parte delle commissioni medesime. "Voi, signor ministro," dovrebbero dire i professori universitari, "per considerazioni di opportunità parlamentare, di cui certamente sentite in cuore vostro profonda vergogna, volete ristabilire in 776 1 Pubblicato da "La Voce," 10 agosto 1911. [N.d.C.] 2 Allora ministro della Pubblica Istruzione. [N. d. C.] BibliotecaGino Bianco

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