Abbasso le_università! Con che non nego che vi sieno professori universitar1 - e giovani e vecchi - specie nelle Facoltà di medicina e di giurisprudenza, ignari del loro dovere. Ma di chi la colpa? Perché i ministri della Pubblica Istruzione non hanno mai provveduto a togliere questo sconcio, deferendo i colpevoli al Consiglio Superiore? E la responsabilità dei ministri non si :riduce forse alla responsabilità di quella maggioranza parlamentare, che schiaffeggia tutti i professori universitad accusandoli perché "non fanno il loro dovere," ma in cui tutti i funzionad infedeli e negligenti - compresi i professori universitad poco scrupolosi - trovano sempre in abbondanza amici e protettori, disposti a qualunque intrigo per difenderli da una punizione meritata? Perché quel "buono," quell'" onesto" Rava,5 di cui tu desideri la continuata permanenza alla Minerva, affinché vi "rappresenti la democrazia" degli smidollati e dei deficienti, non deferisce al Consiglio Superiore nella prossima sessione autunnale quei professori, che in ciascuna università hanno fatto durante l'anno passato il minor numero di lezioni? E Giolitti, il "dittatore" il "dio," l'uomo à poigne, da quale forza arcana è trattenuto dal pretendere che il suo ottimo amico PaternÒ6 "faccia il suo dovere"? E la maggioranza muta e vigliacca, che ha respinto, in segreto, la legge, perché non ha preteso serie garanzie che "facciano il loro dovere" anche quei generali e quegli ammiragli e quei magistrati, a cui nessun aumento di stipendio è stato lesinato, e che hanno finora "fatto il loro dovere" in quel modo che tutti sanno? Il curioso è che i professori universitar1 che "non fanno il loro dovere" si trovano quasi tutti appunto fra quei nababs professionisti, i quali di un aumento di stipendio non sanno che farsene, e della caduta della legge non hanno avuto nessun danno materiale apprezzabile.e non sentono il bruciore morale: mentre le spese di questa giustizia sqmmaria e abissina le facciamo proprio noi che non siamo nababs, e il nostro dovere d'insegnanti e di studiosi lo facciamo assai meglio che non faccia il suo dovere di deputato l'on. Cornelio Guerci, radicale giolittiano e perciò sorvegliante dell'acquedotto pugliese. La legge aveva molti difetti! Clementi numi! Da quando in qua la maggioranza, nelle cui torbide acque ti sei compiaciuto, caro Bissolati, questa volta di bagnarti, da quando in qua quella massa di scemi e di folli morali si è messa a cercare nelle leggi il pelo nell'uovo? Scandalizzarsi dei difetti di una legge, con quello stomaco! Ma a chi vogliono darla a bere? 5 Luigi Rava (1860-1938). Deputato di Ravenna, Ravenna I e Vergato nelle legislature XVII, XVIII, XIX, XXI, XXII, XXIII, XXIV. Nominato Senatore nel 1920. Sottosegretario alle Poste e telegrafi nel Gabinetto Crispi (1893-1896), Sottosegretario all'Agricoltura nel Gabinetto Saracco (1900-1901), ministro dell'Agricoltura Industria e Commercio nei Gabinetti Giolitti e Fortis (1903-1905), ministro della Pubblica Istruzione nel Gabinetto Giolitti (1906-1909), ministro delle Finanze con Salandra nel 1916. Come ministro della Pubblica Istruzione emanò un regolamento sulla istruzione primaria, che diede luogo ad una vasta discussione per l'istruzione religiosa. [N.d.C.] 6 Emanuele Paternò (1847-1935). Fu senatore dal 1890 al 1914. In quell'anno si dimise. Chimico e autore di importanti opere scientifiche. Prese parte attiva dove intervenne soprattutto in discussioni relative ai problemi dell'insegnamento. [N.d.C.] 771 BibliotecaGino Bianco
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