Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica La verità è che la legge è caduta non per i suoi difetti, ma per i suoi pregi. Essa vietava ai professori ufficiali di impartire corsi liberi. E molti professori ufficiali, con alla testa gli autorevolissimi professori della Facoltà di giurisprudenza di Torino, hanno fatto il diavolo a quattro per evitare siffatta fattura. Il professore neo-senatore Chironi, 7 per esempio, si becca - dicono - in corsi liberi ben 5.000 lirette all'anno: non era giusto che egli combattesse una legge, che gli toglie 5.000 lire per dargliene sole 2.500? e non era giusto che il ventre parlamentare desse ragione a lui, e desse torto a noi che vogliamo por fine alla vergogna dei corsi liberi? E credi, caro Bissolati, di avere compiuta opera morale e democratica portando la tua acqua al mulino del senatore Chironi? La legge poneva un limite al moltiplicarsi degl'incarichi di materie complementari: non aboliva del tutto questo sconcio, perché non si osò sfidare la ostilità dei senatori che ci tengono a conservare le loro prebende, e fu necessario "pagare un pedaggio al Senato," lasciando intatti gli incarichi passati; ma vi si poneva un freno per l'avvenire. E contro questo freno facevano impeto tutti gli imbroglioni e i traffichini, a cui un incarico fa sempre gola. Ed era ben giusto che la maggioranza giolittiana desse ragione agli imbroglioni e ai traffichini; e desse torto a noi, che non sappiamo fare anticamera ai ministri, e giudichiamo che gl'incarichi sono una fonte perenne di immoralità e di disordine nella vita universitaria. Eppoi la legge aveva il difetto fondamentale di dar quattrini a quella razza di cani di professori! E da questo orecchio le rane del padule giolittiano sentono poco assai. Studio forse io? si domandavano certamente moltissimi rappresentanti del popolo sovrano nell'atto di votare: e davano palla nera, essi che avevano dato palla bianca a centinaia di milioni di spese di tutti i generi, e a progetti pieni zeppi di difetti e di spropositi da tutti confessati. E subito dopo avere bocciata la legge universitaria, si dettero ad applaudire gli ufficiali che a Londra "avevano onorata l'Italia," facendo i salti mortali. Col voto di costoro, caro Bissolati, tu hai confuso il tuo: mi consentirai di non congratularmi. Lo spettacolo piu umoristico in questa faccenda è che, mentre i giornali conservatori si sono tutti affrettati a deplorare il contegno della maggioranza, il filisteismo idiota e vile di questa maggioranza non ha trovato lodi che nei giornali democratici. E l'Avanti! proclama che la caduta della legge è una vittoria del gruppo parlamentare socialista, il quale - poveraccio! - aveva proprio bisogno che l'amico Giolitti gli permettesse di riportare questa prima vittoria, dopo una cosf lunga serie di ignominiose sconfitte. E il Secolo di Carlo Romussi,8 proclama che i professori univer7 Giampietro Chitoni (1855-1918). Nominato senatore nel 1908. Professore di diritto civile nella Università di Torino. [N.d.C.] 8 Romussi Carlo (1847-1918) di Milano, scrittore, giornalista e uomo politico di sinistra, nel 1896 direttore del "Secolo." Incarcerato nei moti di Milano del 1898. Fu critico d'arte, curò la pubblicazione di diversi lavori di Giovanni Bovio. [N.d.C.] 772 BibliotecaGino Bianco

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