Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi dì riforma scolastica miglioramento economico era destinato. Come vedi, la tua logica democra• tica in questa occasione non è stata molto bene applicata: andavi in cerca dell'Asia e hai scoperto l'America. Né - bada bene - sarebbe giusto e ragionevole aumentare gli stipendi ai soli "pazzi malinconici," e lasciarlo immutato per i nababs, che guadagnano 100 mila lire all'anno. Augusto Murri, 4 caro Bissolati, ha il diritto come professionista di guadagnare non 100 mila lire, ma 100 mila milioni di lire all'anno perché nessuna legge votata dalla beozia parlamentare può impedirgli di portare sulle spalle la testa che porta. E come insegnante egli deve essere retribuito in misura non inferiore a quella che tocca a me; perché se io non guadagno un soldo oltre lo stipendio legale, questo non è merito mio e non è demerito di Augusto Murri, ma dipende solo dal fatto che io non ho la testa del Murri e la storia moderna non è richiesta nella cura di nessuna malattia grave. Né sarebbe opportuno interdire l'esercizio della libera professione ai medici, agl'ingegneri, agli avvocati universitad; perché si escluderebbero in questo modo dall'insegnamento superiore proprio gl'ingegneri piu forti, e in certe discipline l'ufficio universitario diventerebbe l'appannaggio dei professionisti defìcientt e mancanti. Di quel che alcuni professori universitad - non tutti, ahimè! - guadagnano fuori della scuola, voi non avete il diritto di occuparvi. Avete forse fatto distinzione, nell'aumentare gli stipend1 agli alti funzionari dello Stato, fra proprietar1 di beni fondiari, detentori di cartelle di rendita e autentici proprietad? Quel che voi dovete pretendere è che tutti facciano il loro dovere. Ma qui, tu mi dirai, casca l'asino. "Molti professori non fanno il loro dovere." Tu, caro Bissolati, a somiglianza degli altri 144 Guerci, coi quali hai fatta la corbelleria di confondere il tuo voto, ti sei laureato venticinque anni fa, quando le università italiane portavano ancora il peso di tutti i patrioti piu o meno autentici, a cui lo stipendio, anzi l'" onorario" universitario (direbbero i retori) teneva le veci di pensione. E credi che le cose da venticinque anni non sono mutate. E ti conferma probabilmente nel tuo pregiudizio lo spettacolo che offrono i professori deputati, molti dei quali per fare i deputati non fanno i professori. Ma la Camera dei deputati, caro amico, non è, per fortuna nostra, l'Italia; e molte cose in venticinque anni sono mutate. E la giovane generazione, che è andata a poco a poco popolando le nostre Facoltà, è ben diversa da quella, di cui tu conservi un cosf poco lusinghiero ricordo, e con cui tu, con giudizio troppo sommario, la confondi. Venticinque anni fa l'Italia era muta e disprezzata nell'agone della scienza: oggi il pensiero italiano risplende fulgidissimo, e so, stiene senza vergogna il confronto di quello delle altre nazioni. E il pensiero italiano è per 999 millesimi pensiero di professori universitarL. "che non fanno il loro dovere." 4 Augusto Murri (1841-1932). Clinico illustre, insegnò nell'Università di Bologna dal 1877 al 1916. Fu deputato di Ascoli Piceno nella XVII legislatura. [N.d.C.] 770 BibliotecaGino Bianco

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