L'V niversità Abbasso le università/1 A Leonida Bissolati Dunque, caro Bissolati, uno dei motivi per cui tu non hai esitato ad aggiungere la tua palla nera a quella dei molteplici Guerci2 della maggioranza giolittiana contro la legge universitaria,3 è che molti professori realizzano con l'attività professionale extrascolastica guadagni cos1 lauti, che sarebbe un fuor d'opera aumentar loro gli stipendi. Molti? Sei proprio sicuro, caro Bissolati, che sieno molti? Fra i duecento universitart della Facoltà di lettere, a cui appartiene il sottoscritto, temo che non ne troveresti parecchi; e pochissimi ne incontreresti anche nella Facoltà di matematica e di scienze naturali. "Povera e· nuda vai filosofia," diceva messer Francesco Petrarca sei secoli or sono; né le cose sono da allora ad oggi mutate. Piu numerosi sono i nababs nelle scuole d'applicazione per gl'ingegneri e nelle Facoltà di giurisprudenza e di medicina. Ma quanti sono? Forse non piu di un centinaio. Quanti professori di fisiologia o di anatomia comparata o di storia del diritto italiano o di storia romana, credi tu che aggiungano un soldo al semplice stipendio d'insegnante? Naturalmente quel centinaio di avvocati principi, di grandi clinici, di ingegneri accreditati, che guadagnano 20, 30, 100 mila lire all'anno, di un miserabile aumento di stipendio di poche centinaia di lire non sanno che farsene; e non l'hanno mai chiesto; e del tuo voto contrario se ne infischiano. Il tuo voto ha colpito proprio quei settecento lavoratori ... non professionisti, "pazzi malinconici," come li chiamava il Settembrini, che passano la vita nei laboratort, negli archiv1, nei musei, nelle biblioteche, e che sono proprio quelli a cui il 1 Da "Nuovi Doveri," 30 luglio 1908; già pubblicato in "Il Tempo," Milano. [N.d.C.] 2 Cornelio Guerci. Deputato di Langhirano nelle legislature XVII, XIX, XX, XXI e XXII. Alla Camera sedette all'estrema sinistra nel gruppo radicale. [N.d.C.] 3 Il disegno di legge Rava (Camera, n. 925) fu presentato il 20 dicembre 1907. Venne nominato il relatore nella seduta del 4 giugno 1908 nella persona dell'on. Manna e venne discusso nella seduta del 29 giugno 1908, ma non venne approvato. Il disegno di legge determinava lo stipendio dei professori universitari, distingueva le materie d'insegnamento in fondamentali e complementari, determinava il ruolo dei professori ufficiali. Venne successivamente presentato dallo stesso Rava un altro progetto di legge (Camera, n. 1146) il 3 dicembre 1908, che prevedeva la riforma della costituzione del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione e riprendeva i motivi del disegno di legge precedentemente respinto. Ma anche questo disegno di legge rimase presso la Commissione, non arrivando a perfezionamento il suo iter legislativo. [N.d.C.] 769 25 B1bl1otecGa ino Bianco
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