Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Storia e filosofia la filosofia è messa da parte, e tutto si riduce a farneticare su astrazioni fuori del tempo e dello spazio. I risultati morali sono ancora piu deleteri che i risultati intellettuali. Quella indigestione di vuotaggini incomprese produce chiacchieroni presuntuosi, ai quali manca ogni senso della realtà, e che credono di poter risolvere tutti i problemi a furia di formule ventose, che spiegano tutto e non dicono niente. Chi ha avuto la testa rovinata da quelle nebbie, non ha piu bisogno di faticare per accertare come realmente andarono o vanno le cose: sa come debbono essere andate e andare, e le scodella con sufficienza come certamente andarono e vanno. Se l'insegnamento della filosofia nelle scuole secondarie non può essere contenuto nei confini del senso comune, sia senz'altro soppresso; e se non può essere senz'altro soppresso, sia diviso da quello della storia, e se ne vada per conto suo coi piu cordiali auguri di noi storici. Con questo non voglio dire che basterebbe emancipare l'insegnamento della storia da quello della filosofia per stare tranquilli sull'insegnamento della storia. No davvero. Le presenti facoltà di lettere e filosofia, confondendo fini scientifici con fini professionali, per alunni che di regola non hanno nessuna pretesa scientifica, finiscono col non preparare gli alunni a nessuna attività, né scientifica né professionale. E se ve ne sono che riescono buoni insegnanti - e ve ne sono - lo debbono solo al buon senso innato e alla buona volontà. La massima parte dei nostri alunni, che sono oramai in grande maggioranza donne, vengono per essere abilitati all'insegnamento, e non per dedicarsi a ricerche scientifiche superiori. Sembra perciò che la Facoltà di lettere non abbia nessun diritto di imporre studi, che mentre sono necessari a chi intende dedicarsi al lavoro scientifico, rappresentano una perdita di tempo per chi intende conseguire non piu che un titolo professionale. Per conseguire il titolo professionale, gli alunni della Facoltà di lettere dovrebbero nel primo biennio rifare gli studi letterari del liceo, senza l'ingombro delle materie scientifiche, rendendosi meglio padroni delle materie . che insegneranno nelle scuole secondarie. Superati gli esami di quel biennio preparatorio, gli studenti dovrebbero, nel secondo biennio, dividersi secondo le materie al cui insegnamento intendono dedicarsi: per esempio, italiano-latino-storia-geografia nelle scuole secondarie inferiori; storia e geografia o latino e greco o italiano e latino, nelle scuole superiori. In questo secondo biennio il futuro insegnante dovrebbe approfondirsi meglio nelle 'materie che dovrà insegnare; cioè l'insegnante di latino rendersi capace di scrivere in latino (la ragione per cui gli alunni non imparano il latino è che 99 su 100 professori non sanno il latino), ma sarebbe assurdo pretendere che dovesse anche conoscere la geografia della Cina; e viceversa è necessario esigere che il futuro insegnante di storia e geografia abbia una sufficiente informazione sulla Cina, ma non che parli e scriva latino. Inoltre il futuro insegnante dovrebbe essere messo al corrente sui libri di testo usati nelle 765 BibliotecaGino Bianco

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