Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica cui Giulio Cesare conquistò la Gallia, o quelli in cui Napoleone mise a soqquadro l'Europa. Il diritto all'ignoranza deve dominare nella storia come in tutte le altre materie, e scacciarne l'enciclopedia. Quello che importa è che nessun fatto sia imparato meccanicamente senza nessi coi precedenti e cogli sviluppi laterali e successivi. L'insegnante di storia deve prendere alcuni fatti - quelli che può nell'orario che gli è concesso - ed educare su di essi i giovani a notare le circostanze lontane e vicine, che spiegano la loro apparizione e i contraccolpi che essi esercitano sulle generazioni contemporanee e posteriori. Ridurre la storia ad una enciclopedia di nomi e di date è sovraccaricare la memoria con paccottiglia inutile; è rinunziare ad uno strumento insostituibile di educazione politica, intesa non come propaganda. a servizio di determinati partiti politici, ma come propedeutica a qualsiasi azione politica degna di uomini civili. Sfortunamente, il buon senso sembra essere merce rara in questo mondo. Quando io insegnavo nel liceo, or è piu di mezzo secolo, pochi colleghi di filosofia consentivano all'umile, ma difficile e necessario lavoro a cui erano chiamati. I piu gonfiavano le teste degli alunni con abracadabra che nessuno capiva e di cui i piu scanzonati si facevano gioco. E quanto alla storia, questa non meno della geografia, è soggetta a degenerare facilmente, in mano di uomini morti, in una morta successione di nomi senza idee. I danni dei due insegnamenti, quando sieno male intesi, si sono assommati e moltiplicati dopo che la riforma Gentile incatenò l'insegnamento della storia con quello della filosofia; e il danno diventò un vero disastro per la cultura nazionale, quando venne di moda la filosofia gentiliana. Grazie a quest'abbinamento, che il mio vecchio amico Rodolico2 ha definito un matrimonio male assortito, e che io definirei incesto provocatore di aborti, l'insegnamento della storia è rovinato quando è affidato a un filosofo, che di regola non sa nulla di nulla in fatto di storia; e quello della filosofia è rovinato quando è affidato ad uno storico, per il quale, di regola, la filosofia è un libro chiuso a sette sigilli. Quella che è piu spesso sacrificata è la storia. Rodolico ha raccontato che, nominato commissario per la storia e la geografia, nel primo concorso dopo la riforma Gentile, senti dire da uno dei filosofi commissari che il tema da scegliere non avrebbe dovuto avere limiti di tempo e di spazio. Rodolico disse che se la storia non aveva limiti né di tempo né di spazio, lui· stava fuori posto come giudice in quel concorso. Alla fine, per via di compromesso, fu escogitata una prova di esame che accontentò filosofi e storici. In molte scuole secondarie l'insegnamento della storia e della filosofia è diventato l'insegnamento della storia della filosofia: una specie di galoppo sfrenato dai greci ai giorni nostri: un cinematografo di logomachie, in cui gli alunni non capiscono niente. Peggio ancora, quando la stessa storia del2 Nicolò Rodolico. Storico. Nato a Trapani. Insegnò storia moderna nell'Università di Firenze. [N.d.C.] 764 BibliotecaGino Bianco

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