Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Storia e filosofia1 La "Società filosofica italiana" ha indetto un referendum fra i docenti universitari di filosofia e quelli di storia, e i docenti di filosofia e storia nei licei, sui risultati che l'abbinamento della storia colla filosofia ha avuto nell'insegnamento delle scuole secondarie superiori. Purtroppo le ottantadue primavere, che porto sulle spalle, non mi permettono piu di insegnare né in una università né in un liceo. Ma faccio quanto mi è possibile per assistere agli esami nella facoltà di lettere, a cui appartengo, mi tengo in contante col maggior numero possibile di studenti che frequentano gli ultimi anni della scuola secondaria, e discuto spesso e volentieri coi colleghi universitari e secondari il problema, su cui la Società filosofica italiana ha indetto il referendum. Credo, perciò, di poter avere su di esso una opinione non del tutto infondata. Se per insegnamento della filosofia si deve intendere, negli ultimi anni della scuola secondaria, la perfrattazione dei grandi problemi, che da millenni sfidano intelligenze ben piu mature che quelle di adolescenti fra i 15 e i 19 anni, quell'insegnamento dovrebbe non solo essere diviso da quello della storia, ma del tutto abolito. I suddetti grandi problemi debbono essere affrontati nelle università e fuori delle università da coloro che hanno la capacità di discuterli o si illudono di avere quella capacità. Presentati a menti immature, le stordiscono con grandi parole incomprese, le inquietano con "cose piu grandi di loro"; fanno della scuola una palestra di discussioni sconclusionate, se l'insegnante intende rispettare la libertà intellettuale degli alunni, oppure un torneo di saccenterie, attraverso cui un insegnante bestia impone di autorità a menti immature il dogma proprio: e poco importa se l'insegnante è cattolico o liberale o comunista. Fino al 1923, il programma di filosofia consisteva in nozioni elementari di psicologia, logica ed etica. E sarebbe stato insegnamento utilissimo, anzi necessario agli adolescenti delle classi colte, se gli insegnanti avessero saputo rimanere nei limiti delle nozioni elementari e del buon senso. L'insegnamento avrebbe dovuto educare gli alunni ad osservare la propria vita interiore, cosf come lo studio delle scienze naturali li educava ad osservare i fiori, gli animali, il corpo umano nelle sue parti e nelle funzioni di ciascuna parte. Se l'insegnamento di quella, che nel linguaggio delle scuole secondarie si chiamava una volta filosofia, fosse cosf inteso, credo che sarebbe assai utile associarlo a quello della storia. Uno storico, il quale non abbia nessuna curiosità intorno ai problemi della vita interiore individuale e della 1 Pubblicato in "Il Mondo," 29 marzo 1955. [N.d.C.] 762 BibliotecaGino Bianco

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