Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La storia nelle scuole Non si deve insegnare, dunque, la storia recente? - Non si deve insegnare. Bisogna lasciare i ragazzi e i giovanetti immuni da qualsiasi propaganda in qualsiasi senso fino a quando non potranno pensare con le loro teste. - Resteranno, allora, ignoranti? - Sissignori, resteranno ignoranti, e che i numi benedicano la loro ignoranza. - E allora come si prepareranno alla vita pubblica? - Vi si prepareranno dopo aver lasciato la scuola, nella pratica della vita. Ogni giorno noi impariamo qualcosa durante tutta la vita, dopo aver lasciato la scuola. Non possiamo imparare nella scuola ogni cosa, e poi non imparare piu niente. Chi ritiene necessario far conoscere la storia recente, scriva per raccontarla libri e articoli di rivista leggibili, che circolino fuori della scuola, e non pretenda di scaricare le proprie responsabilità sugli insegnanti o - peggio ancora - sul ministro dell'Istruzione. Il quale dovrebbe obbligare gli insegnanti a insegnare ... che cosa? La storia che piace al ministro? La storia che piace a ciascun insegnante? La storia che piace a tutti? La storia recente è troppo turbata dalle passioni perché sia il caso di avvelenarne la gioventu. Anche la storia dei tempi lontani da noi fu turbata dalla passione dei contemporanei; e anche noi, raccontandola, non possiamo non importarvi qualcuna delle passioni presenti che noi condividiamo con gli uomini del passato. Ma le passioni passate arrivano a noi attutite dal tempo: sono meno vivaci, meno perturbatrici, meno impegnative delle passioni .presenti. L'insegnante, che descrive agli alunni qualcuna delle grandi crisi, che turbarono gli uomini del passato, può farlo con minore animosità, con giudizio piu equanime, con linguaggio piu pacato, che è impossibile quando si trattano argomenti che accendono gli spiriti oggi, fuori della scuola. Trattando con quella almeno relativa serenità, che è resa possibile dalla distanza, gli avvenimenti di un secolo fa, l'insegnante educa gli alunni ad una qualche equanimità nel trattare le materie incandescenti a noi contemporanee. È questo il solo vantaggio che .può offrire agli alunni un buon insegnamento storico. Introducete nell'insegnamento i fatti a noi contemporanei o di poco anteriori ai nostri giorni, e trasformerete l'insegnamento in una bolgia infernale, se insegnanti ed alunni debbono essere lasciati liberi di pensarla ciascuno a modo proprio, o in una palude di conformismo ipocrita e vigliacco, se il ministro ordina agli insegnanti quel che debbono insegnare, e gli insegnanti insegnano anche quanto non credono, e gli alunni capiscono che gli insegnanti non ci credono, e disprezzano tanto quelli che ci credono, quanto quelli che non ci credono. Quando ci persuaderemo che la gioventu va rispettata? GAETANO SALVEMINI 761 BibliotecaGino Bianco

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