La storia nelle scuole che pnma del prossimo bando gli italiani abbiano acquistato tanta dignità e tanta coscienza morale da considerare come un relitto preistorico raccomandanti e raccomandati. Sarà quello un fausto giorno per la storia del nostro Paese. Ed ora, caro Pannunzio, un commento. Aboliamo i concorsi, e per le ragioni che la lettera Breccia spiega, le "raccomandazioni" assicureranno la nomina immediata precisamente a quelli che meritano di essere bocciati nei concorsi, mentre i migliori, che non si degradassero, rimarrebbero alla porta. Beninteso che i concorsi non debbono essere sabotati dalla amministrazione. Non è stato a-ncora giudicato un concorso a cinquemila cattedre, per cui furono presentate 100.000 domande, ed ecco che il ministero della P. I. bandisce un concorso per 10.000 cattedre! Possibile che in quell'antro non ci sia nessuno capace di calcolare quante cattedre si rendono vacanti ogni anno, e disposto a capire che i concorsi debbono essere banditi ogni anno per il numero di cattedre che si renderanno vacanti durante l'anno stesso, e debbono essere banditi nel gennaio e non nel maggio, e debbono essere giudicati dalle Commissioni esaminatrici in estate, in modo che i nuovi nominati si trovino tutti in sede col principio dell'anno scolastico? La storia nelle scuole1 Caro Pannunzio, se ci decidessimo una buona volta a mettere in soffitta la parola astratta "scuola," per usare la parola concreta "insegnanti," ci avvedremmo subito che sarebbe bene lasciare stare "la scuola" cioè "gli insegnanti" a fare meglio (o peggio) che possono il loro mestiere. E non sentiremmo continuamente ripetere che "la scuola" dovrebbe far conoscere ai giovani che cosa fu la dittatura fascista, che cosa fu la seconda guerra mondiale, che cosa fu la resistenza, che cosa è la Democrazia Cristiana, etc., etc. Ognuno pensa che "la scuola," cioè "gli insegnanti" daranno di quei f . I . " " E . " " ' 11 h ' " " atti a versione vera. questa vers10ne vera e que a c e e vera secondo la opinione di chi vuole che "la scuola" faccia conoscere la ver- . P h. h "1•· " ( "I 1 ") ' s10ne vera. oc 1 pensano c e msegnante e non a scuo a non e un automa, il quale ripeta a pappagallo la versione dichiarata ufficialmente "vera" - chi sa mai da chi. 1 Lettera pubblicata in "Il Mondo," 6 ottobre 1953. [N.d.C.] 759 BibliotecaGino Bianco
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