Problemi di riforma scolastica presidente della commissione esaminatrice, prof. Breccia, dell'Università di Pisa, e pubblicata nella Rassegna di Pisa, marzo-aprile 1953. Il concorso (ecco le parole del prof. Breccia) ha dato la rattristante, accecante cot1-· ferma che troppi sedicenti studenti strappano troppo facilmente la laurea dottorale di cui, alla prova, si rivelano, per mortificanti prove, superlativamente indegni. Dei 10.745 presentatisi agli scritti la Commissione, pur giudicando gli elaborati senza severità eccessiva ed anzi con indulgente generosità, ha dovuto riprovarne oltre seimila. E riprovarli come? Se oltre 350 compiti sono stati annullati per inintelligente plagio (il che depone assai sfavorevolmente non solo sulla preparazione mentale dei candidati, ma anche sul loro senso di onestà e di moralità), la grande maggioranza dei respinti ha ottenuto votazioni al di sotto di 10/30 e moltissimi quelli di 3/30 e di 1/30. Veramente orrori, piu che errori, di grammatica, di lingua e di pensiero, di storia, geografia si riscontrano in tali elaborati; errori che inducono a tacciare di estrema audacia o d'incoscienza quei candidati, che col bagaglio di cosi scarsa preparazione hanno presunto di chiedere e poter ottenere l'abilitazione ad insegnare. I loro tremendi, assurdi strafalcioni potrebbero fornire materia per una voluminosa umiliante antologia. È lecito domandarsi: come mai siffatti ignoranti sono potuti passare a traverso k maglie della complessa rete: ammissione al liceo, esame di maturità, esami speciali alla Università, esame scritto di latino, esame di laurea? E guai se poi il concorso avesse richiesto come sarebbe giusto e utile, o diremmo meglio indispensabile, una prova scritta di italiano. La Commissione del presente concorso, pure ispirandosi, giova ripetere, a sentimenti di umana comprensione e ad una perfino eccessiva larghezza di criteri, è stata, suo malgrado costretta a respingere oltre seimila candidati dopo la prova scritta ed altri 1300 circa dopo la prova orale. Queste le tinte fosche. Ma è causa di vivo compiacimento il poter dichiarare che il quadro offerto dai risultati del concorso presenta anche lati ed aspetti luminosi e confortanti. La cifra di idonei e quella di abilitati dimostra che alcuni giovani intelligenti e volonterosi hanno potuto, nonostante le tristi contingenze e l'attuale funzionamento della Scuola media e dell'Università, prepararsi in modo degnissimo, mostrando di possedere vasta e sicura cultura, attitudine ad esporre con facilità e chiarezza, senti~ento d'arte, amore per il sapere; altri una preparazione sufficiente a farne insegnanti capaci di collaborare efficacemente all'opera della Scuola. Sarebbe ora necessaria un'aspra condanna delle raccomandazioni, raccomandazioni che hanno assillato il Presidente non meno dei Commissari, ed alle quali non hanno saputo sottrarsi uomini autorevoli e rappresentativi o investiti di alte pubbliche responsabilità. E condannare tale deplorevolissimo costume si deve. Tuttavia i direttamente inte. ressati ed il pubblico possono stare tranquilli. La valanga delle raccomandazioni è stata tale che si è annullata da se stessa, frantumata, resa inoperante per la sua stessa mole e molteplicità, anche ammesso che la Commissione fosse disposta (ipotesi che ogni Commissario respinge, come ben s'intende) a tenerne conto. Nessuno del resto ignora che assai spesso i raccomandanti facevano sapere per altra via che la raccomandazione o l'eufemistica "segnalazione" erano stati obbligati a farla, ma in fondo ad essi importava un bel nulla. Quando poi la blanda generica raccomandazione subordinata ai criteri di equità e di giustizia per tutti ha tentato di assumere il carattere di pressione o d'illecita interferenza, essa è stata energicamente e bruscamente respinta. Si potrebbe, occorrendo, documentare che tutti, anche o specialmente coloro che potevano illudersi d'essere i cosi detti raccomandati di ferro, sono stati tranquillamente, inesorabilmente bocciati ogni qualvolta lo abbiano meritato. Tuttavia sia permesso sperare, Signor Ministro, che i concorsi futuri saranno meno pletorici per numero di candidati quanto per numero ed eterogeneità di Commissari e 758 BibliotecaGino Bianco
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