Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

I risultati di un concorso ispezionati prima di essere dichiarati degni di entrare: qualunque analfabeta supererebbe il traguardo di quelle ispezioni. Capisco che con questa indulgenza plenaria si abbandona nelle scuole governative per almeno trent'anni la educazione della gioventu italiana a insegnanti che, ahimè, temo non tutti sappiamo "istruire, educare, preparare i loro alunni ad essere buoni cittadini," come scrive la dott. Failla, ma purtroppo non c'è altro da fare. Se non che, sistemata alla peggio questa moltitudine incomposta, si deve ricominciare subito a infornare altri oves et boves da essere anch'essi sistemati fra alcuni anni? Non si deve farla finita una volta per sempre con questo sistema di affidare a non si sa chi la scelta degli insegnanti governativi? Quando gli insegnanti scenderanno in campo per esigere che i concorsi cessino dall'essere fatti per burla, e che il metodo dei concorsi per la scelta degli insegnanti governativi sia mantenuto rigidamente? Il prof. D' Abbiero trova che io ho torto ad insistere sul "mito" dei concorsi. Quella parola "mito" vuol dire che secondo lui i concorsi sono una fantasia, una illusione, un perditempo? Chi ha pratica di cose scolastiche, sa che i concorsi, come tutte le istituzioni di questo mondo, non sono perfetti strumenti di governo. Ma presentano sulla scelta fatta per favore (spesso politico) due vantaggi: 1) mettono fuori corso i somari veri e propri, che invece sarebbero i primi ad essere scelti per insegnare, perché meno si sentono meritevoli dell'ufficio e piu si danno da fare per ottenerlo; 2) l'insegnante scelto per concorso sa che è stato scelto non per il favore di nessun imbroglione, ma per un diritto legalmente conquistato. Quale altro metodo di scelta propone il prof. D'Abbi ero per sostituire questo "mito 11 ? La raccomandazione del vescovo, del parroco, del sindaco, del deputato, del senatore, dell'acchiappacani? I risultati di un concorso1 Caro Pannunzio, Forse non dispiacerà a quei lettori del Mondo che s1 rnteressano ai problemi della educazione, conoscere i risultati di un concorso bandito nel 1949 per cattedre di materie letterarie nelle scuole medie inferiori. Sono descritti in una lettera rivolta al ministro della Pubblica Istruzione dal 1 Pubblicata in "Il Mondo," 4 luglio 1953. [N.d.C.] 757 BibliotecaGino Bianco

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