L'insegnante senza concorso cioè a dire un Partito liberale, un Partito repubblicano e un partito socialdemocratico. Questi partiti non hanno mai sentito parlare di scuole secondarie? Non credono di doversene occupare per dire all'Azione Cattolica e alla Democraz.ia Cristiana che il sabotaggio di queste scuole deve cessare, se no essi si ritirano dalla coalizione governativa? Quelle scuole "laiche" alle quali è affidata la educazione della gioventu "laica," non contano proprio niente per i partiti "laici"? L'insegnante senza concorso1 La "libertà di pensiero e di parola" non ha niente da vedere col problema se la educazione della gioventu italiana debba o no essere affidata a insegnanti che non diano nessuna garanzia di possedere il minimo necessario per l'ufficio. E chi ha pratica della scuola sa che gli insegnanti inetti non sono cento o mille, sono decine di migliaia. Ripeto ancora una volta che la situazione creata nelle scuole governative da anni di incapacità e di malcostume amministrativo non può essere purtroppo risanata, come sarebbe logico, cioè mandando via gli inetti. Quindi non c'è che sistemare tutti coloro che sono entrati nel forno, e non parlarne piu. Ma ripeto ancora una volta, si deve continuare sempre a infornare insegnanti senza nessuna garanzia, anche minima, delle loro capacità? Tutti dobbiamo collaborare per superare una situazione scandalosa e rovinosa. , Ma la collaborazione non può consistere solamente nel domandare una sanatoria per il disordine ereditato dal passato, e lasciare che quel disordine continui a .perpetuarsi per tutta l'eternità. Questa sembra essere la sola collaborazione che troppi insegnanti in attesa di sistemazione sono disposti a dare a una soluzione del problema. Quel che contano sono i professori; gli alunni non contano niente. Ci pensi agli alunni chi non ha altro da fare: le banche sono fatte non per servire i clienti, ma per far lavorare meno che sia possibile e guadagnare piu che sia possibile ai loro impiegati. Le fabbriche sono fatte non per produrre beni necessari al consumatore al piu basso costo possibile, ma per far gua1 A una serie di lettere pervenute al S., dopo la pubblicazione dell'articolo Le cavallette della scuola, egli replicava con questa lettera, pubblicata in "Il Mondo," 23 maggio 1953. [N.d.C. l 755 BibliotecaGino Bianco
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