Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Pmblemi di rii orma scolastica alle comm1ss10ni esaminatrici dei concorsi annuali la facoltà non solo di classificare i vincitori, ma anche di riconoscere fra i concorrenti quelli che erano idonei anche se non vincitori, e quelli che si erano dimostrati incapaci di insegnare. In tutti i casi, non avrebbe dovuto diventare insegnante in una s·cuola pubblica chi non avesse vinto un concorso. Dopotutto, le precauzioni nello scegliere le persone, a cui affidare l'educazione della gioventu, non dovrebbero essere mai considerate troppe. Qui due fatti nuovi. Il primo era che il numero dei laureati, scarso ancora nell'ultimo ventennio del secolo XIX, ma diventato sufficiente nel primo ventennio di questo secolo, era cresciuto a dismisura sotto il regime fascista e durante e dopo la seconda guerra mondiale. Tutti ricordano che cosa furono gli esami universitari durante la guerra: chi poteva negare un diciotto a un giovane mandato in licenza a quello scopo? E i "colloqui," quegli umoristici "colloqui II sostituiti alle tesi di laurea? Se c'era un tempo in cui gli esami di concorso-abilitazione erano diventati indispensabli per mettere un qualche ordine in quel caos, quello era il tempo adatto. Ma qui l'altro fatto nuovo: il predominio politico dell'Azione Cattolica: questa cercò di immettere nelle scuole il maggior numero possibile di insegnanti a lei fedeli; e poco le importava se costoro fossero ignoranti come bastoni da pollaio; bastava fossero raccomandati da un'autorità ecclesiastica o quasi ecclesiastica, e sapessero recitare il "Salve regina 11 : sola fides sufficit. La ressa furiosa degli oves et boves, che avevano bisogno di guadagnarsi ovunque un boccone di pane, e l'influenza politica dell'Azione Cattolica associatasi al vecchio malcostume della burocrazia romana e dei politicanti, travolsero ogni ostacolo di esami per abilitazione e per concorsi. L'istituto della supplenza era H. Ed oggi una alluvione di supplenti, entrati nel chiuso, domanda di rimanervi, senza abilitazione e senza concorsi: beati possidentes. Ecco perché il 6 novembre 1952 il Consiglio dei ministri approvò un disegno di legge, nel quale l'abilitazione era concessa "senza esami" ai laureati che avevano insegnato per cinque anni nelle scuole governative o legalmente riconosciute. La richiesta era partita dal sindacato delle scuole private, formato prevalentemente da personale che non e stato mai abilitato. Gli insegnanti delle scuole private, cosf abilitati, sarebbero stati poi travasati nelle scuole governative, grazie ai punti che per gli anni di servizio nelle scuole private avrebbero ottenuto nelle graduatorie dei concorsi, se· mai ci fossero stati concorsi. L'annuncio del disegno di legge provocò una insurrezione in quegli insegnanti, che credono ancora alla serietà della loro professione (pare impossibile, ma ce n'è ancora!). Pare che il ministro Segni (del quale dicono che non sia privo di buona volontà) sia rimasto perplesso innanzi a quelle proteste. Sta il fatto che il 20 febbraio il disegno di legge non era stato ancora stampato. Oltre agli insegnanti delle scuole private, vi erano i supplenti nomi752 BibliotecaGino Bianco

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