Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Le cavallette della scuola za laurea conseguita presso una facoltà universitaria dopo studi regolari; la scelta dei nuovi insegnanti doveva sempre avvenire per concorso. La legge sullo stato giuridico del 1906 consacrò questi principt I funzionari del ministero dell'Istruzione avrebbero dovuto essere contenti di non essere piu seccati da deputati ed elettori influenti: la legge sullo stato giuridico .parlava chiaro: vietava le nomine senza concorso. Ma a che scopo essere direttori generali o capidivisione, se non si può fare qualche favore a un amico, se non è lecito sentirsi persona "potente," cioè capace di fare il bene e il male senza renderne conto a nessuno? I burocrati di quella che allora si chiamava "Minerva Oscura" detestarono dunque quella legge, che come essi dicevano "legava loro le mani." E presto trovarono la via per eluderla: bandirono i concorsi per un numero inferiore ai posti che sarebbero stati presumibilmente disponibili e, quando non c'~rano piu vincitori di concorsi da mettere a posto, nominavano in via di urgenza senza concorso dei supplenti, e questi rimanevano tali per anni ed anni, finché non venissero "immessi nei ruoli" con qualche infornata-amnistia. Questo trucco, però, veniva usato con molta discrezione, perché i dirigenti della Federazione erano sempre H pronti a protestare non appena avesse assunto proporzioni troppo scandalose. Durante la prima guerra mondiale l'amministrazione dové provvedere alle cattedre che rimanevano vacanti per le chiamate alle armi degli insegnanti regolari; e non poteva bandire concorsi in quelle condizioni eccezionali. In conseguenza, il supplentato si generalizzò come nessuno avrebbe prima potuto immaginare. Venne poi il fascismo, e lo stato giuridico degli insegnanti medi fu senz'altro abolito. Fu il trionfo della- burocrazia romana e dei gerarchi provinciali. La seconda guerra mondiale, poi, fece saltare in aria ogni vestigia di correttezza amministrativa. Attraversata come Dio volle quella tempesta, sarebbe stato necessario riprendere in esame la materia delle nomine, e sistemarla una volta per sempre: cioè liquidare al piu presto il passato, introducendo nei ruoli quei supplenti che non fossero dichiarati assolutamente inetti dai presidi e dagli ispettori, e bandire ogni anno i concorsi per i posti che presumibilmente sarebbero rimasti vacanti. Bandirli a tempo, .perché i vincitori fossero messi a posto coll'inizio dell'anno scolastico successivo: per esempio, bandirli nel mese di gennaio, chiuderli a fìne febbraio, farli giudicare nei mesi di aprile, maggio e giugno, e preparare i movimenti nei mesi di luglio e agosto per l'autunno sopravveniente. C'era da riordinare anche un'altra materia: quella ,degli esami di abilitazione. Questi erano stati escogitati come rimedio ai dislivelli che esistevano fra le diverse facoltà universitarie: alcune conferivano lauree dopo serie prove; altre le regalavano a chiunque si prendesse il disturbo di pagare le tasse e di presentare una tesi comprata al negozio piu vicino. L'esame di abilitazione avrebbe dovuto selezionare i laureati, eliminando i piu scarti. Sarebbe bastato a questo fìne attribuire 751 BibliotecaGino Bianco

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