Problemi di riforma scolastica Soprattutto è necessario che i "nostri" pubblichino libri di testo superiori a quelli degli "altri." Questo è un ufficio che non può essere affidato a nessuna superiore autorità, anche se questa autorità fosse dalla parte nostra della trincea, e non dalla parte opposta. Solo la iniziativa individuale può risolvere questo problema. Se avremo miglior filo, tesseremo miglior tela. Se non sapremo erigere gli argini necessari per resistere alla alluvione che ci assale da ogni lato, saremo sommersi, e ce lo saremo meritato. Le cavallette della scuola' Nel mezzo secolo, in cui fu costruito dalle radici il sistema scolastico dell'Italia unificata, si dovettero improvvisare a centinaia insegnanti di fortuna. Nominati senza concorsi a titolo provvisorio, erano ispezionati dopo qualche anno e trovati tanto piu buoni a insegnare quanti piu figli avevano; cosf "abilitati," entravano "in pianta stabile." Qualche volta, per uscire dal purgatorio del provvisorio, erano costretti ad affrontare esami di abilitazione; questi avrebbero dovuto servire ad escludere dall'insegnamento almeno gli analfabeti veri e propri, dopo che erano stati tenuti ad insegnare ... in prova. Ma c'era sempre di mezzo per quasi tutti una nidiata di figli, e chi mai in Italia si è sentito il cuore di buttare sul lastrico un padre di famiglia? Non mancarono fra quegli insegnanti uomini di valore: tutto compreso, i preti sapevano almeno il latino, e qualcuno era anche buon matematico. Erano preferiti per il massacro l'italiano e la storia. Ancora ai miei tempi, c'era un veterano delle patrie battaglie, che insegnava la storia dei rapporti fra Federico Barbarossa e i Comuni italiani nel modo seguente: "E stié sul monte e disse: mo vi accomodo io." Non era forse possibile fare meglio, nelle condizioni di allora. Via via che le facoltà universitarie andarono sfornando un numero crescente di insegnanti, preparati con serietà, quella che prima era stata forse una necessità, diventò un intollerabile scandalo. La Federazione insegnanti scuole medie, appena fondata nel 1902, si mise a insistere che fossero abolite le abilitazioni, che non si potesse insegnare nelle scuole governative sen1 Pubblicato in "Il Mondo," 25 aprile 1953, con la seguente presentazione redazionale: "Dopo l'inchiesta di Andrea Rapisarda (" Il Mondo," n° 16) favorevole all'ammissione in ruolo, senza concorso, dei supplenti con cinque anni di insegnamento, diamo l'annunziato articolo di Gaetano Salvemini, che insiste sulla necessità dei concorsi e degli esami di abilitazione." [N.d.C.] 750 BibliotecaGino Bianco
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