Problemi di ri/01ma scolastica deve vietar loro di insegnarli in classe, eon discrezione e con rispetto alla immaturità degli alunni ed entro i limiti dell'orario. 12. Dopo che ho tirato sassi nella piccionaia storica e in quella filosofica, mi sia consentito di tirare una sassata anche nella piccionaia geografìca. Da sessant'anni sento i geografì lamentarsi giorno e notte che la gente non sa la geografìa. Il lamento è universale anche fuori d'Italia. E tutti domandano che all'insegnamento della geografìa siano dedicati piu lunghi orari e insegnanti speciali., Per conto mio, non ho nessun fatto personale con nessun insegnamento, e meno che mai colla geografìa. Dico solo che nessuno - fosse anche lo Spirito Santo in persona - dovrebbe domandare un aumento di orario per il proprio insegnamento, se non dicesse a quale altro insegnamento si deve diminuire l'orario. L'altro giorno, una cara cingallegra di dieci anni recitò trionfalmente in mia presenza una poesiola, nella quale sfilavano le regioni d'Italia una dopo l'altra. Nessuna obiezione. Anzi, già che si deve esercitare la memoria dei bambini col far mandare a mente delle poesiole, meglio le regioni d'Italia che la vispa Teresa, con cui cercarono di rimbecillirmi quando ero bambino. Colle regioni d'Italia si fa un viaggio e due servizi. Ma oltre alle regioni d'Italia dobbiamo farle imparare anche i mari e i monti di tutto l ' b h' " bb 11 • • l' 1 or e terracqueo pere e sare e strano non sapesse cantare m poesia a - tezza del Monte Bianco o la massima profondità dell'Oceano Pacifico? Io non sapevo nulla della geografìa dell'America settentrionale, prima che le vicende della vita mi sbattessero H. E tuttora so poco o niente del1' America meridionale. E se mi si parla del Giappone, della Cina, dell'India, dell'Africa non mediterranea, è peggio che andar di notte. Non me ne vanto. Ma non ci vedo rimedio, e non ho nessuna voglia di suicidarmi per questo. Né vedo perché io debba pretendere dagli altri quello, a cui adatto con tanta buona grazia me stesso. Manca alla nostra gioventu non la conoscenza di tutti i mari e monti che coprono la superfìcie delle terre: "Quanti metri è alto il Monte Bianco? guai a te se dici 4810 invece che 4807!" Manca "il punto di vista geografico" nella comprensione degli avvenimenti passati e presenti. E manca perché molti professori non l'hanno, e non avendolo in sé, non possono darlo ai loro alunni. Obbligate il futuro professore di storia a fare seri studi geografìci nelle università, sotto insegnanti che non siano semplici raspamote. E quando gli avrete messo in capo il punto di vista geografìco, quello filtrerà in tutte le manifestazioni del suo pensiero, e troverà modo di farsi sentire nell'insegnamento della storia. Ma un orario speciale e un insegnamento speciale per la geografìa nella scuola secondaria, no, no e poi no. Quello che dico per la geografìa, lo ripeto per la storia dell'arte, per l'economia politica, e per tutti gli altri flagelli, con cui gli specialisti minacciano la nostra povera gioventu. Insegnate nelle università ai futuri in748 BibliotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==