Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Insegnamento della storia possono mutarlo. Forze extrascolastiche hanno creato lo stato di cose attuale, ed altre forze extrascolastiche sono necessarie a disfarlo, quando potranno disfarlo. Gli insegnanti possono solamente non arrendersi alle pressioni dell'ambiente politico, e rimaner fedeli alla voce della propria coscienza in attesa che quelle nuove forze extrascolastiche, a cui essi stessi debbono collaborare, mettano fine al danno e alla vergogna odierna. Frattanto devono protestare contro ogni attentato alla libertà dell'insegnamento filosofico. La congregazione .pontificia che si occupa delle scuole, si occupi delle scuole ecclesiastiche, e non cerchi di rovinare le scuole non confessionali. Diciamo chiaro e tondo che Gioberti in una scuola secondaria, fuori della sua fuggevole funzione nella storia del Risorgimento italiano, potrebbe solo servire al professore d'italiano - se avesse un'ora da non impiegare meglio - a mostrare come non si debbano dire cinquanta parole, dove ne basterebbero cinque. E Ra-smini potrebbe servire a mostrare quale stile barbarico e stitico si debba sfuggire come la pestilenza. 11. Ma dopo avere difeso la libertà e la dignità dei filosofi, contro le escogitazioni della congregazione pontificia sulla scuola badiamo a difendere la gioventu dagli attentati dei filosofi professionali. Un ragazzo dai quindici ai diciannove anni ha il diritto di non essere rovinato nella testa da Gioberti o da Rosmini, ma neanche da Vico o da Hegel. L'insegnamento della filosofia - ci si dice - deve mettere i giovani a contatto con le anime vive dei pensatori. C'è da cadere dalle nuvole, pensando a giovinetti dai 15 ai 19 anni, che sono messi a contatto con le anime di pensatori, le cui teste sono troppo spesso filtri alla rovescia: le idee entrano chiare ed escono torbide. Finanche gli uomini maturi, che fanno le viste di capire certi scrittori, non ci capiscono un'acca o capiscono alla rovescia e si accusano l'un l'altro di capire alla rovescia. Mettete un giovinetto per tre ore la settimana (anzi sei ore, contando quelle rubate alla storia) alle prese con la Scienza Nuova di Vico o con la Introduzione alla filosofia del diritto di Hegel, e gli gonfierete la testa con una confusione che lo rovinerà per tutta la vita. Non dico che si debba bandire dalla scuola secondaria la lettura di qualunque autore filosofico. Il Critone e la Apologia di Socrate e la Politica di Aristotele sono H nell'ultimo anno delle scuole secondarie a disposizione di un insegnante classico ,il quale non sia un semplice pestatore di gerundi. Platone e Aristotele sono stati ammirati in tutti i secoli (il che non si può dire né di Gioberti né di Rosmini) e dando ai ragazzi qualche idea su alcuni dei problemi da essi affrontati, si può accendere in qualcuno di essi qualche prezioso focherello filosofico, senza fare atto né di servilismo né di ribellione verso nessuna Congregazione pontificia. S'intende che se l'insegnante di lingue classiche, o quello di storia o quello di scienze naturali, preferiscono altri classici della filosofia, nessuno 747 · BibliotecaGino Bianco

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