Insegnamento della storia ballo proprio Pio XI e Mussolini. E l'alunno, senza che se ne renda conto, si prepara, studiando quel passato, a comprendere a suo tempo il concordato fra Pio XI e Mussolini. Comprenderà naturalmente, se ha imparato ad osservare e ragionare. E se non ha imparato ad osservare e ragionare, è inutile fargli studiare la storia enciclopedica di tutti i concordati. Bestia era prima, e bestia rimarrà dopo. 9. Mi sia lecito esprimere una opinione, a cui sono arrivato inaspettatamente nell'osservare il funzionamento delle scuole italiane odierne, dopo una assenza dall'Italia di quasi venticinque anni. L'insegnamento della storia ha subfto in quei venticinque anni un peggioramento spaventevole. Nel 1909 Alfredo Galletti ed io, in un libro dedicato alla Riforma della Scuola media, proponemmo che storia e filosofia fossero affidate allo stesso insegnante. Galletti ed io non albergammo mai l'idea che l'insegnamento storico-filosofico dovesse consistere in una scorribanda attraverso tutti i sistemi di filosofia e che questa scorribanda dovesse essere considerata come la quintessenza della storia. Per filosofia noi intendevamo quella filosofia, assai terra terra, che si insegnava allora nelle scuole italiane: cioè poche modeste nozioni di psicologia, di logica e di morale, per attirare l'attenzione degli alunni sui fenomeni elementari della vita spirituale: che cosa è la sensazione, che cosa è l'associazione, che cosa è un sillogismo, che cosa è un sofisma, che cosa è un atto morale o un atto immorale: niente piu. Affidando quell'insegnamento al professore di storia, noi speravamo di evitare due inconvenienti. Uno era rappresentato dal professore di filosofia, che non si contentava quasi mai di quel modesto compito che gli era affidato, ma pretendeva di avere inventato lui un nuovo sistema filosofico superiore a tutti i sistemi inventati in duemila e cinquecento e piu anni, e faceva perdere agli alunni un tempo prezioso (per fortuna appena due ore la settimana per tre anni) per inculcare loro il suo sistema. L'altro inconveniente era quello di professori di storia, riluttanti a quei lavori di sintesi senza cui non è possibile nessuna educazione intellettuale, e di cui le filosofie, anche le piu forsennate, non possono fare a meno. Pensavamo, Galletti ed io, che la filosofia è come il sale: un .piatto di sale - cioè filosofia e niente altro - vi avvelena; ma un po' di sale in tutti i piatti è necessario, cioè un po' di filosofia è necessario in tutti gli insegnanti. Specialmente allo storico un po' di quel sale è indispensabile contro i danni della informazione frammentaria, sfruttatrice della memoria e assassina dell'intelligenza. 1 O. Colla riforma Gentile2 - che Dio lo abbia in gloria - le .ore di 2 Uno degli aspetti piu importanti della riforma degli studi secondari attuata dal Gentile nel 1923 è senza dubbio costitulto dai nuovi programmi di insegnamento, e di quelli di filosofia in particolare. Bandito l'uso dei manuali, dei riassunti, dei compend1 e la collaterale pretesa di poter dare in tutte le ore settimanali un insegnamento sistematico di filosofia, il Gentile trasformò l'insegnamento nella lettura, esposizione e commento delle opere di quattro autori scelti dal professore in un nutrito elenco di classici. La valentia del professore oltre che nella opportuna scelta poteva affermarsi nella abilità con la quale aveva saputo far accostare al pensiero dei grandi la mente dei suoi alunni. Il diretto contatto con i testi piu significativi del pensiero filosofico antico e moderno superavano la concezione dell'insegnamento meramente nozionistico e informativo. [N.d.C.] 745 · BibliotecaGino Bianco
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