Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica le sia il centro su cm il maestro dirige la sua attenzione - acquisti la consapevolezza di quelle coordinazioni, e il .bisogno di cercarle anche nei fatti che durante la vita vedrà svolgersi sotto i suoi occhi. Ho detto che il mondo è pieno di uomini e donne provvisti d'un'ottima salute anche se non sanno chi fu Carlo Magno e chi fu Napoleone. Ma se un insegnante deve fare studiare la storia del medio evo e quella del secolo XIX, sarebbe un assoluto cretino o un assoluto cialtrone, se facesse ignorare all'alunno l'opera di Carlo Magno o quella di Napoleone, quali che siano i lati che piu lo interessano nella vita del medio evo o nell'Europa nel secolo XIX. Non sarebbe affatto strano che un ragazzo ignorasse chi era Carlo Magno e chi era Napoleone; ma sarebbe assurdo che, avendo studiato la storia del medio evo e quella dell'Europa nel secolo XIX, non avesse fatto la conoscenza né di Carlo Magno né di Napoleone. In questo caso lui e il suo insegnante, o entrambi, dovrebbero essere bocciati. 8. Se io dovessi dare un consiglio ai miei colleghi sulla scelta degli argomenti sui quali esercitare l'attenzione degli alunni in una scuola secondaria, darei senza esitazione quello di evitare la storia dei tempi in cui viviamo. Negli Stati Uniti d'America, il pregiudizio che la scuola debba "preparare alla vita," insegnando tutto quello che può essere comunque necessario nella vita, senza lasciare alla vita stessa il compito di insegnare quel che apparirà via via necessario, ha fatto introdurre nelle scuole secondarie quelli che sono chiamati H i "current events," cioè i fatti del giorno. Questo è stato un errore funesto. L'insegnante, di regola, non possiede - e non è facile acquistarla! - l'abitudine critica necessaria a discernere nei giornali le notizie vere dalle bugiarde. Gli manca anche il tempo per confrontare i diversi giornali e ricavare qualche costrutto dalle versioni contraddittorie. Che cosa fa allora? Prende il quotidiano, e scodella innanzi a poveri innocenti i fatti e le opinioni che trova in quel quotidiano. Cos1 le passioni della giornata penetrano nella scuola e l'avvelenano, aggravate dall'atteggiamento dogmatico dell'insegnante e dalla passività delle scolaresche. La scuola non educa ad osservare e criticare le notizie del giorno. Accentua la tendenza all'affermazione pappagallesca, dogmatica, presuntuosa, aggressiva, intollerante. Anche se l'insegnante potesse criticare con intelligenza le informazioni date dalla stampa giornaliera, le passioni sollevate dai fatti immediati sono troppo vivaci per essere convenientemente dominate. Invece la -storia del passato trasporta insegnante ed alunni in climi di maggiore serenità. Le passioni che ci dividono oggi dividevano gli uomini anche mille anni or sono. Ogni storia del passato è storia contemporanea, e di ogni fatto contemporaneo esistono precedenti nel passato. Studiare le lotte fra Imperatori e Papi nel secolo XI e XII, e poi le lotte fra Stato e Chiesa nel Regno di Sardegna fra il 1848 e il 1859, è come studiare i rapporti fra Pio XI e Mussolini. Ma è studiarli con una calma, che mancherebbe se fossero in 744 BibliotecaGino Bianco

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