Insegnamento della storia la rivoluzione del 1848. Benissimo. Che cosa avvenne a Milano nel marzo del 1848? Che cosa era avvenuto in Europa prima delle Cinque giornate di Milano? Con quali intenzioni Carlo Alberto intervenne in Lombardia dopo le Cinque giornate? Che atteggiamento tenne Mazzini in quel1' occasione? "- Se il ragazzo .parlando di quei due soli soggetti mostra informazioni esatte e buon senso, passatelo senz'altro, anche se non sa chi era Carlo Magno o Napoleone Bonaparte. Se ne avrà la voglia, imparerà a conoscerli, dopo la scuola, in quegli altri cinquanta o sessant'anni che gli rimangono dopo la scuola per vivere e imparare (se ne avrà voglia). E se non ne avrà voglia, poco male. Il mondo è pieno di uomini intelligenti e onesti, che non sanno chi era Carlo Magno o Napoleone, e di scioccherelloni e bricconi che lo sanno benissimo, ma quella conoscenza non è servita loro a niente di buono. 6. Si intende che all'insegnante non deve essere lecito mettere a profitto la libertà, che gli si lascia, per fare l'arte di Michelaccio e per educare gli alunni a fare l'arte di Michelaccio. L'elenco, da lui autenticato, degli argomenti da lui scelti per il suo insegnamento sta a documentare le sue responsabilità; e il numero dei suoi alunni bocciati perché educati da lui nell'arte di Michelaccio, insieme col catalogo degli argomenti da lui trattati, dovrebbe servire alle autorità superiori per mandarlo a casa del diavolo. L'insegnante avrà allora la facoltà di scegliere lui i soggetti da far studiare, eliminando gli altri? - Sissignori, purché, ripeto, non li elimini tutti a scanso di fatica. - E con quali criteri deve scegliere? - Coi criteri che gli saranno suggeriti dai suoi interessi intellettuali e morali. Spiegherà agli alunni tanto meglio quei nodi di fatti, che egli meglio conosce - salvo che non sia uno di quei mestieranti i quali non si interessano di niente. Ho letto alcuni giorni fa lo scritto di un vecchio insegnante che si doleva di non essere stato condotto in sua gioventu a studiare la storia religiosa. Se ognuno di noi dovesse dolersi per quello che non ha studiato né in gioventu né in vecchiaia, ognuno di noi dovrebbe suicidarsi. Quell'insegnante, se avesse studiato la storia religiosa, avrebbe dovuto non studiare altri argomenti. E ora si dispererebbe per non avere studiato la storia economica, o quella politica, o quella giuridica, o quella letteraria, o che so io. Se si interessa di storia religiosa, concentri pure l'attenzione dei suoi alunni su quella faccia del poliedro, e non si faccia scrupolo di lasciare nell'ombra le altre facce. 7. Se l'insegnante non è un semplice rimasticatore di date e nomi nella storia ecclesiastica, come sarebbe in qualunque altra storia - cioè se è un "maestro" e non un burocrate della stor.ia - la storia delle istituzioni ecclesiastiche, messa al centro dello studio, non potrà non apparirgli coordinata con la storia sociale, intellettuale, politica ad essa contemporanea, come la storia sociale, intellettuale, politica non potrà mai ignorare il fattore religioso. Quel che importa è che l'alunno nello studio della storia - qua743 BibliotecaGino Bianco
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