Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica passione e dal fanatismo; vivere insomma da uomo civile in mezzo ad uomini civili. 4. Per ottenere questo resultato educativo, non c'è bisogno di insegnare "tutta" la storia, soffocando la intelligenza dell'alunno sotto la valanga enciclopedica dei nomi e delle date (anche cosi'.male intesa, "tutta" la storia non si riescirà mai a saperla né a insegnarla). L'insegnante deve calcolare quanti nodi storici può fare entrare in quelle ore che gli sono assegnate, concentrare su quei nodi l'attenzione degli alunni, collegare un nodo storico con l'altro mediante cenni sommari, e abbandonare il resto. Mentre il libro di testo deve contenere tutto - un tutto, beninteso, assai relativo - l'insegnante non è messo li'. a dimostrare che la sa piu lunga del libro di testo. L'abilità dell'insegnante deve consistere non nell'aggiungere al libro di testo, ma nel sottrarre. Egli deve insegnare all'alunno quel che nel libro di testo può essere trascurato e quello che deve essere ricordato (salvo che l'alunno voglia per conto proprio soddisfare ulteriori curiosità). L'alunno, specialmente quando muove i primi passi, non sa da sé solo scegliere l'essenziale dal secondario da un libro di storia, ha bisogno che gli si insegni a "leggere," cioè a distinguere quel che deve essere ricordato da quel che deve rimanere nel libro. Solo negli ultimi anni della scuola media, quando l'alunno ha imparato anche a "stare attento" alle vere e proprie "lezioni" del maestro, solo allora questi potrà aggiungere al libro di testo qualche sviluppo che vi manca - sempre tenendo presenti, ripeto, i limiti dell'orario e rispettando nell'uomo e nel cittadino il diritto all'ignoranza. 5. E il programma? E l'esame? Come si fa a non "esaurire il programma," in un esame, che per essere serio, dev'essere esame di stato, cioè deve essere dato innanzi a un esaminatore diverso dall'insegnante che lo ha preparato? Per me la risposta non è dubbia. Non ci deve essere nessun programma, cioè nessun indice dei fatti da essere ingurgitati. Il programma è il fine educativo da essere raggiunto. Per ogni classe deve essere indicato sola- ~ente il periodo storico, il cui studio deve servire al raggiungimento di quel fine: storia orientale, storia greca, storia romana, medio evo, età moderna, età contemporanea. (Tanto per cominciare riconoscerei all'insegnante e all'alunno .il diritto di ignorare tutta la storia orientale.) Anno per anno l'insegnante sceglie quei soli nodi storici, che piu lo interessano, e guida gli alunni nello studio di quei nodi - e niente piu. · Agli esami l'alunno deve presentare, insieme al libro di testo, l'elenco degli argomenti studiati, autenticato dall'insegnante. L'esaminatore non deve uscire da questi argomenti per accertare se l'alunno è un pappagallo o un essere intelligente. Per esempio: "Vedo che il Suo professore Le ha fatto studiare la Rivoluzione Francese. Benissimo. Che cosa avvenne in Francia nell'estate del 1789? perché avvenne tutto quel catafascio? quali ne furono le conseguenze? Vedo che il Suo professore Le ha fatto studiare anche 742 BibliotecaGino Bianco

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