Insegnamento della storia mento della storia. Ha sempre voluto raggiungere altri fini mediante l'insegnamento della storia. Per Sant' Agostino e Bossuet la storia doveva servire alla edificazione religiosa, facendo assistere alla preparazione, all'avvento e ai trionfi provvidenziali della fede cristiana. Per altri la storia doveva servire alla educazione morale, facendo ammirare le opere buone degli uomini famosi e detestare le opere cattive (tanto piu abbondanti delle buone!). Oppure doveva divertire il lettore con storielle piacevoli e "vere. 11 Oppure doveva aiutare a "fare buona figura in società. 11 Oppure spiegava come un uomo di governo o un generale si era comportato in una data situazione, cosi'. che potesse scansare gli errori in situazioni analoghe (le quali non sono mai le stesse). Nel secolo XIX, coll'affermarsi delle nazionalità, l'insegnamento della storia acquistò una importanza politica non mai finora sospettata. Diventò un mezzo formidabile per la educazione del sentimento nazionale. Il quale sentimento nazionale degenerò dovunque ben presto da patriottismo legittimo in disprezzo delle altre nazioni, pretesa al predominio e alla conquista "civilizzatrice, 11 nazionalismo brutale. Se le Nazioni Unite o l'Unesco possedessero quell'autorità, che non posseggono, per assicurare la pace, dovrebbero cominciare dal vietare l'insegnamento della storia in tutti i paesi, fare impiccare tutti i professori di storia, bruciare tutti i libri di testo, e, dopo dieci anni, fare punto e da capo. 3. Questo non vuol dire che, in attesa di siffatta impossibile apocalissi, l'insegnamento della storia non possa e non debba essere usato da uomini non volgari per fini educativi migliori che l'eccitamento alla boria delle naz1om. In un paese, che non solo dica di essere, ma anche voglia essere democratico, l'insegnamento della storia dovrebbe abilitare i futuri cittadini a partecipare con intelligenza alla vita pubblica. Intendiamoci bene. L'insegnamento di storia non deve fare degli alunni altrettanti seguaci del proprio partito e avversari degli altri partiti. Deve educarli ad una attività politica intelligente, e niente altro. Toccherà, poi, agli alunni nella vita scegliere ciascuno la propria strada secondo le proprie predisposizioni individuali. Educare ad un'attività politica intelligente è dare l'abitudine di osservare i fatti della vita collettiva e descriverli con esattezza, ordine, semplicità; dare la persuasione che esiste una continuità nel processo storico, e perciò è necessario sempre risalire ai precedenti di quelle che sembrano novità inedite, e cercare di calcolarne le possibili conseguenze; sviluppare l'abito di giudicare l'opera dei partiti e degli uomini politici con quel tanto di obiettività, che la debolezza umana può consentire, cioè essere cattolici, protestanti, ebrei, agnostici, atei, nazionalisti, internazionalisti, conservatori, rivoluzionari, individualisti, socialisti, comunisti, tutto quello che si vuole, ma essere tale, per quanto è possibile, con spirito critico, non travolto dalla 741 · BibliotecaGino Bianco
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