Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Stipendi passabilie orari impossihili Passi, dunque, nell'insieme, e salvo i miglioramenti piu equi almeno nelle sue piu stridenti lacune e ingiustizie, lo stato economico degl'insegnanti, quale l'on. Credaro lo propone. Ma non passino a nessun patto, insieme ai nuovi stipendi, le innovazioni burocratico-fiscali, mediante cui l'on. Credaro si prende con una mano quel che concede con l'altra e disorganizza definitivamente tutte le scuole. Non è assolutamente possibile ad un insegnante che si rispetti far bene 24 ore settimanali di lezione senza rovinarsi in pochi anni la salute. Un insegnante, che faccia 24 ore settimanali di lezione, se non vuole rovinarsi fisicamente e moralmente, deve acciabattare le lezioni e trascurare intellettualmente e moralmente gli alunni. Su questo punto nessun dubbio è possibile per chi abbia una pratica anche mediocrissima della scuola media, e non abbia perduto nella palude burocratica o parlamentare ogni rudimento di senso comune e di senso morale. È vero: finora moltissimi insegnanti facevano fino a 28 ore di lezioni settimanali, e si disputavano le classi aggiunte con furore non mai saziato. Ma erano spinti a ciò dalla fame. Questo era il male a cui si doveva rimediare sul serio: non doveva essere un argomento per rimediare in misura insufficiente o non rimediare affatto! Che si stabilisca per tutti un orario obbligatorio, entro i cui limiti ciascuno debba prestar servizio senza supplemento di stipendio, è giusto. Ma non dovrebbe esser lecito pretendere piu di 15 ore settimanali. È questo il limite massimo, a cui possa giungere senza sforzo la resistenza di un professore, che voglia fare con coscienza e passione il suo dovere. E che anche al di là di queste quindici ore obbligatorie per tutti, si possa e si debba, in caso di evidente necessità didattica, come avviene per le materie letterarie del ginnasio, chiedere all'insegnante qualche altra ora di lezione compensata a parte, oppure consentire, a chi voglia liberamente farlo, qualche ulteriore sforzo di lavoro straordinario per aggiungere un equo supplemento allo stipendio normale, - anche questo è giusto. Ma in nessun caso dovrebb'essere consentito a nessun insegnante altro che imposto! - di superare le 21 ore settimanali. Questa riduzione degli assurdi obblighi di orario del progetto Credaro non solo rappresenterebbe la salvezza dei professori dall'abbrutimento di un sopralavoro facchinesco, che sta ormai rovinando con essi la scuola, ma sarebbe una remora notevole contro i rischi di quei "completamenti" di orari che condotti agli estremi, a cui arriva l'on. Credaro, produrrebbero i piu umoristici e goffi "abbinamenti" di materie che si possano immaginare. E quando questi "abbinamenti" oltre ad essere contenuti in limiti assai piu ristretti per la riduzione degli obblighi di orario, non fossero lasciati al beneplacito della nostra spiritosissima burocrazia, ma la nota di quelli che sono didatticamente legittimi e perciò autorizzati fosse stabilita in una tabella della legge, allora, ma solo allora questa che è la parte piu giustamente criticata del progetto Credaro, potrebbe diventare accettabile. 733 BibliotecaGino Bianco

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