Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica sciamo senza sottintesi che il progetto Credaro concede alla massa dei professori di scuole medie una situazione economica, che difficilmente potrebbe essere migliore, date le condizioni generali del nostro paese e date le attuali ristrettezze del bilancio dello Stato. Certo, stipendi iniziali di 2.500 o 3.000 lire, seguiti dopo tre anni da stipendi di 3.000 o 3.500 lire, a cui terrebbero dietro sei aumenti quinquennali di 500 lire, con la possibilità per moltissimi professori di guadagnare col lavoro delle classi aggiunte in media 750 lire annue in piu - non sono la ricchezza, non si possono dire neanche l'agiatezza: sono appena quel minimo indispensabile, al di sotto del quale comincerebbe per un uomo di studi la miseria. Ma l'Italia non è un paese ricco sfondato. E mentre tanta parte della nostra popolazione, specialmente rurale, vive nel piu doloroso e umiliante squallore, non ci sembra lecito pretendere dallo Stato per la massa dei suoi funzionari stipendi superiori al minimo indispensabile. La conquista di un ulteriore miglioramento economico, gl'insegnanti medi - a somiglianza di tutti gli altri pubblici funzionari - possono raggiungerla, all'infuori di maggiori aumenti di stipendio, associandosi fra loro e alleandosi in massa coi lavoratori delle industrie e dell'agricoltura, per ottenere una generale riforma doganale e tributaria, la quale assicuri un piu largo sviluppo alla ricchezza nazionale, aumenti il valore reale dei salari e degli stipendi, alleggerisca la pressione tributaria che schiaccia in Italia in modo speciale gl'impiegati pubblici, e produca cosf un vero e proprio, per quanto indiretto, aumento di stipendi. Opera piu lunga, certo, che non sia ottenere per sé soli dal Governo un miglioramento parziale, mentre tutto il resto della classe lavoratrice aspetta invano che alla fine qualcuno si ricordi anche di essa che direttamente o indirettamente paga per tutti. Ma non è detto che possa continuare eternamente senza ostacoli la "corsa agli aumenti" che ha occupato in quest'ultimo decennio tutta l'attività dei pubblici funzionari. Checché ne dicano gli ottimisti impenitenti, il bilancio dello Stato è già in disavanzo; d'altra parte il suffragio allargato sta per lanciare sul piatto della bilancia politica tutto il peso dei lavoratori agricoli finora esclusi dal voto e sfruttati da tutti: e a questo nuovo elemento della nostra vita pubblica qualche seria soddisfazione, che costerà cara, non si potrà ritardare. La Federazione degl'insegnanti, e insieme con essa tutte le altre organizzazioni degl'impiegati, sono giunte oramai a un bivio, dinanzi a cui bisogna che scelgano: o continuare nella vecchia tattica degli assalti parziali al bilancio dello Stato, sfracellandosi contro la impossibilità di nuove conquiste e contro le ostilità dei lavoratori industriali e agricoli, i quali da dieci e piu anni non fanno che assistere a bocca vuota "agli aumenti" degl'impiegati; oppure decidersi a fare una buona volta quell'" azione democratica," di cui finora hanno parlato solo per modo di dire, e che deve consistere in un reale accordo con le organizzazioni operaie e contadine per la conquista di riforme economiche utili a tutti. 732 BibliotecaGino Bianco

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