Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

li progetto sulle scuole medie piegato della Minerva, che sia interessato a favorire o a contrastare l'opera dell'on. Credaro. Molti professori - non tutti, ahimè, appartengono al novero dei "pazzi-malinconici," come li chiamava il Settembrini, convinti che non la scuola è fatta per essi, ma essi devono servire alla scuola - si sono polarizzati immediatamente pro o contro il progetto di legge, secondo che, fatti i conti, hanno trovato di guadagnarci abbastanza o non abbastanza per pagare la balia e il calzolaio. I deputati non hanno avuto nessun bisogno di leggere nulla. E lo hanno approvato a gara negli uffici, salvo qualche riserva sulle tasse scolastiche, - il solo punto sul quale anche il piu perfetto idiota può darsi il lusso di parere informato e di avere un'opinione "democratica" senza neanche aver letto il progetto. Noi, che non siamo giornalisti forniti di intuizione fulminea, e non abbiamo nessuna disposizione per l'intelligente ufficio di deputato, e abbiamo bensf fra i nostri amici parecchi professori ma quasi tutti della categoria dei "pazzi-malinconici" di cui sopra - non ci sentiamo ancora in diritto di giudicare con un taglio netto questa enorme mole di 88 articoli, ognuno dei quali si divide in non sappiamo quante migliaia di commi. Abbiamo bisogno ancora d'una settimana per sistemare le nostre idee. E perciò chiediamo ai nostri lettori di aspettare al prossimo numero un esame serio della legge. Per compensare il ritardo, dedicheremo a quest'argomento tutto il numero del 9 maggio. E crediamo che ne valga la pena: perché si tratta di una riforma, che tocca e decide questioni svariatissime e importantissime, le quali o devono esser risolute bene, o è meglio che restino come sono in attesa della soluzione di cui han bisogno. Non vogliamo, però, tardare a deplorare il sistema disonesto, che prevale oramai in tutti i Ministeri, di presentate al Parlamento progetti mastodontici, in cui si parla de omnibus rebus et quibusdam alii e nell'apprezzare i quali è estremamente difficile, quando non è addirittura impossibile, bilanciare onestamente le parti buone e le parti cattive, e non si osa apl'istruzione media, classica, tecnica, nautica e normale. Allo scopo di risolvere la crisi dell'insegnamento medio si proponeva: 1) di ridurre il numero delle cattedre di ruolo nelle scuole medie in proporzione del fabbisogno reale accertato di anno in anno, elevando il limite di orario obbligatorio; 2) di aumentare gli stipendi e migliorare la carriera del personale insegnante e direttivo nonché di quello amministrativo e di servizio; 3) di eliminare la disparità degli obblighi di lavoro per effetto dei diversi programmi; 4) di far cessare la disparità di stipendi fra insegnanti che avessero lo stes~o servizio; 5) di migliorare qualitativamente il corpo insegnante; 6) di aumentare le tasse scolastiche; 7) di aumentare l'organico della direzione generale della istruzione media. Il disegno di legge Credaro non diventò legge. Esso rimase all'ordine del giorno della Camera. Invece il disegno di legge Credaro presentato il 20 marzo 1912 sulla facoltà di concedere al Governo del Re di provvedere con decreto reale alla determinazione del numero degli insegnanti straordinari ed ordinari delle scuole medie governative divenne legge 23 giugno 1912, n. 645. Il testo dell'art. 16 del primo disegno di legge Cr~daro suonava cosi: "Il Governo del Re ha facoltà di modificare con decreto reale la tabella H annessa alla legge 8 aprile 1906, n. 142 per determinare cosi l'organico delle cattedre di ciascun ordine e grado di istituti come il raggruppamento e la distribuzione dell'insegnamento." [N.d.C.] 729 BibliotecaGino Bianco

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