Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica provare la legge perché contiene elementi pessimi, e non si ha il coragg10 di respingerla perché ne contiene degli ottimi. Negli ultimi tempi della Repubblica Romana, come osservava acutamente alcuni anni or sono lo Scialoia; questi polpettoni legislativi si chiamavano leges saturae; e la presentazione di esse fu vietata con la legge Caecilia Didia: perché si volle mettere un freno al vezzo di costringere il popolo ad approvare in blocco proposte diverse e non logicamente connesse fra loro, grazie a qualcosa di urgente che si aveva cura di metterci dentro. Ma al tempo di questa legge, nell'antica Roma, si vede che non c'era al potere la democrazia radicale. Politica scolasticaradicale' Chi legge l'interessante volume: Il problema scolastico nell'ora presente (Bergamo, Stabil. Tip. S. Alessandro, 1913), in cui il comm. Nicolò Rezzara,2 uno degli uomini piu rappresentativi del movimento cattolico italiano, ha esposto sistematicamente il programma del suo partito sul terreno scolastico, - non può non esser colpito dalla osservazione che dal 1859 in poi nessun ministro della Pubblica Istruzione ha fatto al partito clericale concessioni piu numerose e piu gravi, che non ne abbia fatte in questi ultimi tempi l'on. Credaro. Sono concessioni apparentemente frammentarie, lasciate cadere alla chetichella, nell'ignoranza e nella disattenzione generale e nella opinione assai diffusa che un ministro "radicale" non possa avere nessun amore col partito clericale. Ma quelle concessioni spicciolate, messe insieme, corrispondono a quasi tutto il programma scolastico immediato dei clericali. I clericali, infatti, domandano che le scuole private possano "avere una rappresentanza nelle commissioni degli esami pubblici di licenza e di maturità per assistere i loro candidati" (REZZARA, op. cit., p. 124): e l'on. Credaro introduce di straforo, nell'art. 70 della legge 4 giugno 1911, un comma secondo cui delle commissioni d'esame, a cui sono sottoposti per l'accertamento dell'obbligo scolastico gli alunni delle scuole private, "farà pa~te un insegnante della scuola privata." I clericali domandano che "sia libera al candidato privatista la scelta della sede di esame" (Zoe. cit.): e l'on. Credaro nel regolamento sugli esami, che è tuttora innanzi al Consiglio di Stato, sancisce questa libertà, che 1 Pubblicato in "L'Unità," 7 marzo 1913, firmato: L'UNITÀ. [N.d.C.] 2 Nicolò Rezzara, esponente del Movimento Cattolico bergamasco e vicentino. [N.d.C.] 730 BibliotecaGino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==