r Postilla lini che i miglioramenti economici degl'insegnanti devono essere ricavati da aumenti delle tasse scolastiche, è breve il passo. Ma nell'applicazione pratica di questo principio, oggi, m Italia, dato l'organamento e il funzionamento delle nostre scuole, l'aumento delle tasse scolastiche non può non essere accompagnato da inconvenienti e da iniquità e da pericoli cosf gravi da renderci molto dubbiosi intorno alla reale giustizia e alla opportunità di siffatto provvedimento. Anzitutto, infatti, le nostre scuole medie sono organizzate in tal modo che in ciascuna scuola si trovano rimescolati alunni di diverse provenienze sociali e di diversi destini. Per esempio la scuola tecnica è frequentata con-" temporaneamente da alunni del proletariato superiore e della piu minuta borghesia, che si fermeranno dopo la licenza tecnica, e spesso si fermano anche prima della licenza, perché non domandano alla scuola media che una istruzione un po' superiore a quella troppo insufficiente delle scuole elementari; alunni della media borghesia, che si destinano dopo la licenza tecnica alle sezioni professionali dell'Istituto tecnico, o alle scuole commerciali, agricole, industriali di grado corrispondente; alunni della borghesia vera e propria, che dalla scuola tecnica passeranno alla Sezione fisico-matematica dell'Istituto tecnico e di qui alle Scuole universitarie. E confusioni analoghe, sebbene meno caotiche, si hanno in tutte le altre scuole. Questo rimescolamento di alunni di diverse provenienze e di diversi destini nelle stesse scuole, produce, oltre a molteplici inconvenienti d'indole didattica, anche l'ingiustizia finanziaria di far pagare a ricchi e poveri le stesse tasse scolastiche. E l'aumento delle tasse, che sarebbe necessario a risolvere il problema attuale degl'insegnanti e che dovrebb'essere di 30 o 40 lire annue in media per alunno, renderebbe ancora piu acuta, a danno dei piu poveri, quest'ingiustizia. Fra tasse di maturità, ammissione, immatricolazione, licenza, diploma - o fecondità nomenclatrice e tassatrice della nostra razza! - un alunno di Scuola tecnica paga oggi in tre anni 132 lire: cioè circa 52 lire all'anno: non è molto per chi deve andare in seguito all'Istituto tecnico e magari all'Università, non è poco per un povero diavolo che va alla Scuola tecnica solo perché in Italia non esistono serie scuole popolari inferiori (la V e la VI della legge del 1904 sono tuttora una buffonata!). Quando avremo portate da 52 a 80 o 90 o 100 lire l'anno le tasse delle Scuole tecniche, non avremo commesso a danno degli alunni piu poveri una odiosa iniquità? Inoltre anche, ammessa - e non sappiamo con quale fondamento sicuro - la speranza del nostro Lolini che un aumento di tasse scolastiche freni l'aumento del proletariato intellettuale, non si deve dimenticare che un sistema di alte tasse scolastiche, quando non è accompagnato da una grande serietà di studi e da una rigida selezione per mezzo di serie prove d'esame, è la massima delle iniquità sociali possibili; tasse scolastiche alte e studi facili e alla carlona, vogliono dire il monopolio delle professioni me-. die e superiori e degl'impieghi assicurato a quella sola classe sociale che 727 BibliotecaGino Bianco
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