A proposito dell'opzione fra il greco e la matematica poi, hanno alla unanimità, o alla quasi unanimità denunciati i danni della opzione ed hanno invocato l'abrogazione del decreto Orlando. Nelle risposte al Questionario della Commissione reale, quasi tutti i Consigli di professori di liceo, quasi tutti i professori non solo di matematica, ma anche di greco, ed anche di fisica, manifestarono nel 1906 la loro disapprovazione pel decreto Orlando. Nessuno ha potuto sinora indicare un solo "studioso di cose scolastiche," il quale non abbia riconosciuto che quel decreto è fondamentalmente errato ed è riescito dannoso. Lo stesso ministro Orlando ha dovuto riconoscere sulla Nuova Antologia che la riforma ha dato non buoni risultati. I quali non buoni risultati si possono riassumere in poche proposizioni evidentissime: I. Quasi tutti gli alunni, invitati a scegliere, al principio della seconda liceale, fra il greco e la matematica, si regolano non secondo le cosf dette inclinazioni, ma secondo la presunta indulgenza o incapacità dei professori: preferiscono la materia in cui sperano di lavorar meno per ottenere il passaggio. 2. Nelle lezioni di fisica si trovano uniti insieme alunni che hanno optato per la matematica, ed alunni che avendo optato per il greco si credono oramai in diritto di rifiutarsi· ad ogni modo allo studio di fisica-matematica: l'insegnamento della fisica è stato disorganizzato. 3. In vista della prossima opzione, è cresciuto assai il numero degli alunni che cominciano a trascurare una delle due materie o magari ... entrambe le materie fino dalla prima liceale, e magari fino dalla quarta ginnasiale. Questi inconvenienti, gravissimi soprattutto dal punto di vista morale, sono l'effetto inevitabile dell'errore fondamentale del decreto Orlando, il quale non crea la libertà d'opzione, come molti studiosi di cose scolastiche giustamente invocano, fra diverse scuole, con diversi programmi, con diversa distribuzione delle materie e con diverso corpo insegnante, in modo che nella scelta non possano avere alcun peso sensibile la supposta maggiore o minore facilità di uno fra i tanti insegnamenti e la presunta maggiqre o minore indulgenza di uno fra i tanti insegnanti; ma istituisce la libertà di scelta fra due materie nella stessa scuola, tutte le altre condizioni rimanendo eguali, in modo che la opzione non può non essere diretta nella maggior parte dei casi se non dal criterio della comodità e facilità. Nessun valore, poi, ha la considerazione che l'on. Credaro in attesa della riforma generale della scuola media farebbe bene a non mutar nulla nello stato attuale. L'on. Credaro non ha avuto bisogno di aspettare la riforma generale per proporre alla Camera tre riforme parziali assai importanti: quella degli esami, nell'insieme buona, salvo la licenza condizionale, che almeno per il ginnasio inferiore sarebbe dannosissima, quella dei ginnasi normalizzati, che riescirà certamente perniciosa; e quella dei licei moderni, che riescirà buona o cattiva secondo il modo con cui sarà attuata nei suoi particolari. Non si vede perché l'on. Credaro debba fare astrazione dalla riforma generale, quando deve prendere provvedimenti cattivi o discutibili; e debba 725 BibliotecaGino Bianco
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