Gaetano Salvemini ai retofi della democrazia la semplicistica e maccheronica antitesi fra borghesia e proletariato, che ha fatto oramai il suo tempo in tanti campi d'azione politica e non merita davvero di sopravvivere proprio nelle questioni scolastiche. La verità è che una borghesia, che non è idiota, ha interesse a creare solo tante scuole classiche quante sono strettamente necessarie ai suoi bisogni, ed ha interesse a moltiplicare piu che sia possibile le scuole tecniche e professionali. E un proletariato, che non sia formato tutto di acchiappanuvoli e di masticatori di imparaticci pseudomarxisti, ha interesse ad esigere scuole buone e sufficienti non solo per sé ma per tutte le classi sociali. Ma anche ammesso che la classe lavoratrice abbia interesse a fare strage spietata di tutte le scuole classiche, non è detto niente affatto che la normalizzazione proposta dall'on. Credaro dei ginnasi sia da approvare. Io non posso essere sospettato di tenerezza per i ginnasi isolati e spopolati, che sono una piaga specialmente dell'Italia meridionale. E vado da parecchi anni predicando che sono scuole funeste ai nostri paesi e che occorre sostituire al piu presto scuole tecniche e professionali. E questo voto proposi e riuscii a far approvare nel Congresso di Firenze degl'insegnanti medi del 1909. E se l' on. Credaro proponesse di trasforma re sul serio in scuole normali, non solamente sei ginnasi, e non solamente in via di esperimento ma molti piu ginnasi isolati, e in via definitiva io credo che farebbe opera assai benefica e veramente democratica. Ma dev'essere trasformazi'one seria; abolizione del latino e greco, maggiore sviluppo dato al francese e alle scienze naturali, aggiunta dal disegno, ecc. Invece l'on. Credaro non trasforma nulla. Lascia il vecchio ginnasio cosi'. com'è, col latino e col greco, e vi aggiunge alcuni corsi complementari, ad uso di chi vuol essere maestro elementare. Cosf noi abbiamo la scuola normale, e disorganizziamo peggio il ginnasio, attirandovi una nuova clientela, che rilutterà agli studi classici, e studierà di mala voglia il latino e il greco, e scuserà la sua poltroneria ripetendo ad ogni passo: "A che serve questa roba, a me che devo essere maestro elementare?" <lini d'infanzia e nella scuola normale e popolare e disciplinare altresi'. i passaggi dalle scuole medie, dalle scuole professionali, dal corso popolare t: dalla scuola elementare ai vari corsi della scuola normale e della complementare. La legge Daneo-Cr~daro fu quella del 4 giugno 1911, n. 487. Il regolamento esecutivo fu del 28 settembre 1911, n. 1193. Altre proposte del Credaro nel 1911: 1) presenta un disegno di legge concernente modificazioni agli artt. 3 e 6 della legge 8 aprile 1916, n. 141 sullo stato giuridico degli insegnanti delle scuole medie, regie e pareggiate, che accordava al ministro la facoltà di far giudicare i concorsi generali da Commissioni di tre membri e semplificava la procedura dei concorsi. Divenne poi la legge 12 marzo 1901, n. 177 con il regolamento esecutivo del 31 agosto 1911, n. 1104; 2) presenta un disegno di legge contemplante disposizioni per gli esami delle scuole elementari, popolari e medie, che divenne la legge 27 giugno 1912, n. 678; 3) presenta un disegno di legge per l'istituzione di corsi magistrali in Comuni sedi di ginnasi isolati, che divenne legge 21 luglio 1911, n. 861, con regolamento esecutivo 5 novembre 1911, n. 1512; 4) presenta un disegno di legge per l'istituzione di ginnasi superiori e di licei moderni, che divenne legge 21 luglio 1911, n. 860 con regolamento esecutivo del 5 novembre 1911, n. 1495. [N.d.C.] 719 BibliotecaGino Bianco
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