Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

• La riforma della scuola media nelle proposte della Commissione reale della Commissione: queste sono il coronamento di quelle. E le une e le altre, nella loro logica connessione, ci dimostrano che esiste al Ministero della Istruzione un programma, ben definito e completo, di· riforma della scuola media, il quale non si rivela al pubblico dei profani se non per gradi. La stessa Commissione reale ci insegna che i provvedimenti dell'onorevole Orlando solo "apparentemente" non erano collegati fra loro, ma tutti insieme costituiscono altrettanti "notevoli passi, forse i piu audaci verso una soluzione" (pp. 145-146), cioè verso la soluzione proposta ora dalla Comm1ss10ne stessa. Aprendo, infatti, per mezzo dell'esame di maturità (legge 6 luglio 1904) le porte del ginnasio inferiore ad una moltitudine di alunni immaturi a qualunque serietà di studi, l'on. Orlando rese inevitabile a breve scadenza la soppressione del latino nella prima ginnasiale. Questa impresa fu compiuta nel 1905 dal ministro Bianchi. Cosf per una parte del programma - cioè per la posticipazione del latino dalla prima alla quarta ginnasiale - un terzo della strada era guadagnato. Ed ecco nel 1909 la Commissione a proporre che si faccia senz'altro il resto della strada. Nello stesso tempo, consentendo col R. D. 11 nov. 1904 la opzione fra il greco e la matematica nell'ultimo biennio del liceo, l' on. Orlando preparava due dei rami del liceo futuro: il liceo classico col greco, e il liceo letterario senza greco. E cinque anni dopo la Commissione reale propone che l'opera sia compiuta, anticipando lo sdoppiamento dei due rami, dalla seconda liceale alla quarta ginnasiale. Il terzo ramo, cioè il liceo scientifico, esiste nella Sezione fisico-matematica dell'Istituto. Mentre il Liceo-Ginnasio cominciava ad essere corroso alla base mediante la lima sorda dell'esame di maturità, e biforcato alla fine con la opzione fra il greco e la matematica, e si preparava cosf il futuro "Ginnasio riformato" e il Liceo tripartito della Commissione reale, - ecco nel cosf detto "corso popolare," cioè nella V e VI elementare, il primo embrione di quella scuola, che dovrà a suo tempo, nelle proposte della Commissione reale, sostituirsi alla Scuola tecnica nella funzione di scuola popolare e ridurre la scuola tecnica all'ufficio di scuola preparatoria per l'Istituto tecnico, non dissimile in nulla dal "Ginnasio riformato" e destinata a formare con questo la "Scuola preparatoria unica." Si tratta di un lavoro abilmente preparato e sistematicamente proseguito; il quale rivela nel ministro, che lo ideò, doti non comuni di uomo politico; e nei funzionari, che continuano l'opera del ministro anche dopo la sua caduta, doti non comuni di fedeltà e di tenacia e di adattabilità. Ma il programma è a mio parere sbagliato. La "Scuola preparatoria unica," a cui l'on. Orlando e i suoi epigoni della Commissione reale vogliono condurci, contrasta con le necessità concrete di cultura della nostra gioventu: è il frutto di un preconcetto teorico, non è stata suggerita da una conoscenza diretta della vita e dei bisogni della scuola. E - quel che è peggio - questa "Scuola preparatoria unica" sarà fiancheggiata da un corso popolare 717 i BibliotecaGino Bianco

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