Problemi di ri/orma scolastica meglio ai bisogni dei loro alunni. Se, invece, usurpiamo la Scuola tecnica come corso esclusivamente preparatorio, ad uso della borghesia che manda i figli all'Istituto, e promettiamo una scµola nuova ad uso della classe sociale meno agiata e meno influente, possiamo essere sicuri che la scuola nuova per un bel pezzo di tempo non verrà. E siccome in qualche scuola gli alunni dovranno bene andare, continueranno ad invadere la Scuola tecnica e il suo doppione, cioè il Ginnasio riformato. E la Scuola media inferiore continuerà a dovere servire e a chi intende proseguire negli studi ed a chi dopo di essa si propone di fermarsi. E dopo aver annaspato, ci ritroveremo pari pari al punto d'onde c'eravamo avviati. E le proposte della Commissione reale minacciano di condurci non solo alla scuola preparatoria unica ma anche alla scuola unica universale, e preparatoria e complementare. VI Nell'opera, insomma, della Commissione reale - di cui noi abbiamo discusse le sole linee fondamentali, lasciando da parte ogni osservazione sui particolari - esiste un contrasto stridente fra la relazione e il disegno di legge, fra molte delle motivazioni e tutte le proposte, fra quelle che vogliono essere le apparenze e quella che è e sa di essere la sostanza. Si giustifica il Ginnasio riformato con la necessità di rinforzare gli studi classici; e gli studi classici ne escono massacrati. Si afferma la necessità di aprire .µuove vie verso le carriere universitarie: e per il primo triennio della scuola si chiude una delle due vie tradizionali; e per l'ultimo quinquennio si lasciano press'a poco gli stessi dislivelli delle scuole attuali. Si dice che il nuovo sistema sarà prima sperimentato e poi generalizzato: ma l'esperimento è cosi vasto e intorno ad esso si ha cura di raccogliere una tale massa di interessi favorevoli, che non sarà piu possibile fermare il carro una volta che sarà lanciato. Si respingono nelle motivazioni le due forme piu larghe e piu pericolose della scuola unica: ma le proposte ci conducono bel bello a una delle due scuole rifiutate, salvo a condurci magari anche all'altra. O sono vere le premesse teoriche: e bisogna respingere le conseguenze pratiche, che sono contradittorie con le premesse. O sono vere le conseguenze: e allora vanno per aria le premesse. La relazione della Commissione reale a prima vista è come un pozzo profondo, in cui lasciate cadere un sasso: sentite il tonfo, senza sapere dove il sasso sia andato. Ma a chi confronti le riforme scolastiche compiute dall'on. Orlando nel 1904 con le attuali proposte della Commissione, appare ben chiaro che le riforme dell'on. Orlando sono le premesse necessarie delle proposte 716 BibliotecaGino Bianco
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