Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

I.A riforma d~lla scuola media nelle f_Jropostedella Commissione re_ale Ora, una delle due. O questi esami di integrazione saranno una burletta, come tutti gli esami di integrazione; e in questo caso esistono realmente le "nuove vie," ma è bene che la Commissione reale non dia al paese l'esempio di una Commissione reale che fa le burlette. O si prevede e si vuole che gli esami sieno fatti sul serio: e allora pochi potranno superarli; e le tre "vie nuove" presenteranno lo stesso inconveniente delle due vie vecchie: avendo sbocchi di diseguale ampiezza e comodità, attireranno a sé gli alunni in proporzione dei vantaggi materiali che assicureranno. Il Liceo scientifico sarà sfuggito da moltissimi, che non vorranno fino dai 13 anni rinunciare a priori a tutte le carriere per cui occorrono i diplomi di dottore in legge o in lettere; e la maggioranza degli alunni accorrerà verso il Liceo letterario e verso il Liceo classico. Avendo assegnato valori diversi alle licenze finali dei tre Licei, la Commissione reale avrebbe potuto adoperare a favore del suo sistema quello che è l'argomento piu comunemente usato in favore di esso. Avrebbe, cioè, potuto sostenere che dati diversi tipi di scuole medie preparatorie per le Università con licenze finali di valore ineguale e perciò con conseguenze assai gravi per quel che riguarda la scelta della successiva scuola universitaria e dell'attività professionale di tutta la vita, un corso iniziale unico è necessario per consentire agli alunni di prorogare dai 10 ai 13 o 14 anni la opzione fra i vari tipi di scuola media. Ma la Commissione ha sentito la debolezza di quest'argomento, e non ne ha fatto uso, sebbene non manchi di _tanto in tanto di accennarlo. Evidentemente, la Commissione sente che è un argomento però solido. Una famiglia, infatti, che non può dire pel suo bambino decenne quale professione meglio gli converrà fra otto anni in una lista di molte professioni economicamente e socialmente equivalenti, p◊-trà questa scelta farla, quando il figlio sarà giunto a tredici? In questo caso la proroga dell'obbligo della scelta è come la proroga di una cambiale concessa a un creditore, di cui si è certi che neanche alla nuova scadenza potrà pagare. Le condizioni familiari determinano fino dai dieci anni la scelta, quando si tratta di optare fra scuole di breve, di media e di lunga durata; ma non possono indicare a un bambino decenne quale genere di scuola universitaria preferirà fra otto anni. Ora l'attuale sistema scolastico italiano ha appunto il. difetto di obbligare chi entra nella Scuola tecnica per passare nella Sezione fisico-matematica, a rinunziare fino dai 10 anni alle professioni di avvocato, di medico, d'insegnante; laddove la Scuola classica lascia la piu assoluta libertà di opzione fino alla fine degli studi secondari, e perciò è preferita dalle famiglie. Alla sua volta, il sistema proposto dalla Commissione reale non farebbe se non prorogare solo di alcuni anni l'imbarazzo della scelta, ponendo non piu a 1 O, ma a 13 anni, gli alunni innanzi a tre vie, di cui una lascia la piu assoluta libertà di uscita, un'altra lascia una libertà leggermente limitata, e la terza costringerebbe a rinunzie molto penose e gravi. Di fronte a questo trivio, è certo che le famiglie continueranno a 707 BibliotecaGino Bianco

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