Problemi di riforma scolasttcà trovarsi paralizzate nella loro libertà e ritorneranno a protestare: e continueranno a protestare finché la scelta definitiva non sia prorogata all'estremo limite scolastico. Ed è appunto per questo che noi proponiamo si risolva senz'altro il problema in Italia, come in Germania e in Francia, col pareggiare perfettamente i valori giuridici delle licenze finali di qualunque tipo di scuola media universitaria. Si apriranno cos1 davvero le della Scuola classica. " . ,, nuove vie, III e si alleggerirà la pletora Oltre che ad aprire le "nuove vie," il Ginnasio-Liceo proposto dalla Commissione reale dovrebbe servire ad evitare alla cultura nazionale un grave pericolo. La Scuola classica e la Scuola moderna - ragiona la Commissione reale - se fossero divise fino dall'inizio senza nessun ciclo di studi postelementari comuni, dividerebbero la gioventu delle classi dirigenti in due gruppi distinti: uno che conoscerebbe le lingue e letterature classiche ma avrebbe una limitata nozione delle scienze e delle letterature moderne; e un altro gruppo, imbevuto tutto esclusivamente di cultura scientifica e moderna e disprezzatore del passato e della tradizione. Il triennio iniziale unico del Ginnasio riformato eliminerebbe questo pericolo. Ora, a parte il fatto che un giovane frequentatore della scuola classica ha intorno a sé, e nella scuola e fuori della scuola, mille occasioni per aggiungere cultura scientifica e moderna alla cultura classica, ed è quasi costretto ad integrare dalle necessità continue giornaliere della vita la cultura scolastica; a parte il fatto che una scuola moderna bene ordinata e diretta da insegnanti veramente colti, se non darà la conoscenza sistematica della civiltà e del pensiero classico, non potrà non darne nozioni tali da evitare nei giovani il pericolo di un disprezzo leggero e fatuo; a parte, insomma, il fatto che civiltà classica e moderna non sono due domini cos1 nettamente distinti, che si possa comprendere l'una disprezzando l'altra: -· sta l'altro fatto che la Commissione reale con le sue proposte non evita in nessun modo il pericolo da essa denunciato, dato che sia pericolo reale. Essa, infatti, non evita che ci sieno alunni, i quali passando prima attraverso il Ginnasio riformato senza latino e poi attraverso il Liceo scientifico senza greco e senza latino, vengano su destituiti di studi cla-ssici e perciò, secondo il giudizio della Commissione, disprezzatori irragionevoli della tradizione e del passato. La sola unilateralità di cultura che la Commissione cerca di correggere, è la unilateralità classica, eliminando il latino dal primo triennio degli studi e iniettandovi al posto del latino un po' di francese e di scienze naturali. Mentre la Scuola classica attuale di otto anni dà 9 ore di francese, 32 di scienze, 61 di latino e greco, 87 di italiano, 708 BibliotecaGino Bianco
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