La ri/orma della scuola media nelle proposte della Commissione reale che possono essere giudicate buone, possono essere giudicate cattive, e alcuni le hanno giudicate in alcune parti, e non a torto, addirittura ridicole; ma che sono, secondo la Commissione, tali che solo dopo la loro realizzazione la riforma della scuola media "potrà attuarsi con vantaggio di tutti" (p. 308). Se non che il disegno di legge proposto dalla Commissione non contiene nulla, assolutamente nulla, a questo riguardo! Si fa dipendere il buon resultato di una riforma dai buoni resultati di un'altra riforma, che intanto... non si fa! La lacuna è assolutamente incomprensibile per quel che riguarda gli insegnanti di lingue moderne. La cui attuale preparazione universitaria è, anche secondo il parere della Commissione, cosf deficiente da non rispondere "neanche alle ristrette esigenze che ora ha, per questo rispetto, la scuola media: sicché siamo costretti a cercare gli insegnanti che ci occorrono, fuori del campo della preparazione agli insegnamenti di cultura, che è l'Università, e a contentarci di docenti, che, preparati per iniziativa e con forze individuali e ad ogni modo in misura e con metodi inadeguati, hanno conseguito un'abilitazione mediante esami, certo non bastevoli a darci buon affidamento della loro cultura generale" (p. 494). Né la Commissione si nasconde che "la difficoltà maggiore per iniziare la trasformazione delle nostre scuole è la mancanza di insegnanti di lingue moderne, i quali siano in grado di dare al loro insegnamento, nelle scuole riformate, quel carattere e tutta la importanza che come strumento di cultura v1 dovrebbe avere" (p. 496). Ma nel disegno di legge, che stabilisce la istituzione immediata di almeno 81 scuole riformate, in cui le lingue moderne avrebbero parte fondamentale, non una sola disposizione è diretta a promuovere la preparazione degl'insegnanti adatti. E in questo campo la Commissione riduce tutta la sua opera pratica a "augurarsi che venga giorno" in cui sia possibile avere gl'insegnanti di lingue moderne preparati come è necessario! (p. 321). Ad ogni modo, né per le lingue moderne, né per gli altri insegnamenti scientifici e letterari, la Commissione spiega mai in che cosa debbano i metodi differire fra il Ginnasio riformato, cioè ridotto all'attuale Scuola tecnica, e la Scuola tecnica riformata non si sa come, cioè probabilmente lasciata com'è ora. E non lo spiega, perché non potrebbe spiegarlo: perché il metodo non può non essere analogo in due scuole, aventi entrambe il fine di preparare intellettualmente gli alunni a studi ulteriori. La diversità non può nascere che dalla diversa misura e distribuzione degli insegnamenti, i quali, nel corso triennale preparatorio per l'Istituto tecnico professionale, dovrebbero essere meno numerosi e meno estesi che in una scuola di otto anni, preparatrice per gli studi universitad. 705 23 BibliotecaGino Bianco
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