Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica meno la computisteria e piu le esercitazioni psicologiche. Ora, in una Scuola tecnica esclusivamente preparatoria per l'Istituto tecnico la computisteria non avrebbe ragione di esistere, perché si troverà in seguito nel corso professionale. E quanto alle esercitazioni psicologiche, di esse non è il caso di parlare, perché nessuno è riescito ancora a capire che cosa esse possano essere. Quando sieno accettate, dunque, le proposte della Commissione, avremo l'attuale Ginnasio inferiore trasformato in un doppione dell'attuale Scuola tecnica, meno la computisteria; dal quale la Commissione dice che si potrà andare al Liceo col latino e greco, al Liceo col solo latino, al Liceo con sole lingue moderne e scienze. E accanto al Ginnasio riformato, cioè trasformato nella Scuola tecnica attuale, meno la computisteria, ci sarà la Scuola tecnica nuova, cioè riformata non si sa come, dalla quale si potrà andare all'Istituto tecnico professionale. Supponete che le riforme - ahimè misteriose - destinate a fare della Scuola tecnica attuale la Scuola tecnica futura, consistano nell'abolizione della computisteria: e dite quale differenza esisterà piu fra il Ginnasio inferiore e la Scuola tecnica; in che consisterà la diversità di preparazione fra gli alunni destinati, attraverso i tre Licei del secondo grado della scuola, ad andare all'Università, e gli alunni destinati alle scuole professionali di secondo grado, aventi fine in se stesse. Avrerno due Scuole preparatorie, identiche in tutto, meno che nel nome, e dal Ginnasio riformato si passerebbe liberamente anche alle Sezioni professionali dello Istituto, o dalla Scuola tecnica... non riformata si passerebbe liberamente anche ai tre Licei. Ecco la scuola preparatoria unica per tutte le scuole medie di secondo grado, dissimulata da una semplice, irrisoria doppiezza anch'essa come ultima inerte sopravvivenza di una diversità scomparsa. "La differenza fra le due scuole," sentenzia la Commissione, "sarà data dai diversi metodi d'insegnamento." E la riforma dei metodi d'insegnai:nento è connessa con la riforma della preparazione degl'insegnanti. "È questo," afferma a ragione la Commissione, "il vero problema fondamentale per la riforma della scuola: i programmi rimarrebbero cosa morta, se l'insegnante non sapesse fecondarli: la riforma dei metodi rimarrebLe un'astratta esigenza, se l'insegnante non fosse preparato all'arte pedagogica che loro conviene, il rinnovamento dello spirito della scuola sarebbe impossibile, se l'insegnante non vi arrivasse con lo spirito rinnovato. La riforma della scuola ha dunque il suo primo fondamento nel professore, che sia adatto ai bisogni di essa, specialmente quando questi bisogni richiedono un mutamento di orientazione spirituale e dell'arte di farla valere. 113 E poiché a questo bisogno non provvedono gli attuali ordinamenti universitad, la Commissione propone un insieme di proposte universitarie, 3 Relazione, Roma, Cecchini, 1900, pp. 275-7, 488. 704 BibliotecaGino Bianco

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