Problemi di riforma scolastica combattei meglio che potevo la fusione della tecnica col ginnasio; mi opposi con fortuna ad ogni voto favorevole ad una riforma immediata universale, perché nessuna riforma, a cominciare da quella della scuola unica, mi lasciava del tutto tranquillo, e mi sentivo "in mezzo a due correnti diverse" preso da una incertezza, che "esisteva certo in moltissimi di noi" (Atti del Congresso di Milano, p. 325). La riforma generale immediata ideata dal m1mstro io dissi - sarebbe allo stato attuale delle cose un vero disastro, perché mescolerebbe in una unica scuola infe1·iore gli alunni delle scuole tecniche e del ginnasio, sopprimendo le scuole tecniche, le quali in grazia dell'insegnamento di computisteria, di calligrafia, di disegno, e in alcune fra esse di inglese, di agraria, di tecnologia, sopperiscono almeno in parte, al bisogno di una istruzione professionale per i commessi di negozio, computisti, piccoli commercianti, aspiranti a scuole d'arti e mestieri, ecc. La soppressione della scuola tecnica significherebbe distruggere quei primi, sieno pure rudimentali e imperfetti, embrioni di scuole professionali utili alla piccola borghesia e al proletariato superiore. Se, invece, l'istituto ideato dal ministro si volesse introdurlo solo in via di esperimento in alcune grandi città e in concorrenza con le vecchie scuole, la Federazione dovrebbe sostenerlo con tutte le forze contro le ostilità dei misoneisti e dei classicisti intransigenti. Avremmo cosf accanto alle attuali scuole e istituti tecnici, alle scuole complementari e normali e ai licei-ginnasi, un istituto senza latino nel primo grado, dal quale si potrebbe passare alle normali, alle sezioni professionali dell'istituto tecnico e al grado superiore dello stesso nuovo istituto, formato di un ramo scientifico-moderno e di un ramo classico. Come? anche un ramo classico, oltre alle vecchie scuole classiche? SL Anche un ramo classico. Perché noi non vogliamo uccidere l'insegnamento classico, ma siamo convinti che una cultura classica intensiva impartita nel corso superiore degli studi secondari a chi vi ha speciale disposizione darebbe risultati molto migliori di quanti non ne dia oggi l'insegnamento classico distribuito per otto anni e propinato a tante menti infantili disadatte ad approfittarne. E vogliamo vedere se la scuola classica organizzata coi criteri nostri darà risultati migliori o peggiori della scuola classica tradizionale. Rinunziando a una riforma immediata complessiva, e limitandoci a chiedere un esperimento, noi otteniamo i_l grande vantaggio di non prende,·e nessuna posizione n.ella disputa fra unicisti e pluricisti, fra classicisti e modernisti. Intendiamoci: ognuno di noi conserva le sue idee, e io per conto mio resto fautore di una scuola media di cultura generale, unica e senza latino nel primo grado, plurima nel grado superiore. Ma ognuno di noi rinunzia alla pretesa di imporre con un atto di violenza giacobina il proprio tipo, sopprimendo gli altri, e s1 contenta che il proprio tipo venga messo in concorrenza con gli altri ... · Vedremo quel che avverrà. Non pretendiamo di demolire a un tratto il presente e di fabbricare in un fiat il futuro col nostro stampino preconcetto ... Nelle grandi città, in cui gli alunni sono a centinaia e appartengono a tutte le classi sociali, e che perciò sono il terreno piu adatto all'esperimento, poniamo accanto alle vecchie scuole, fra le quali qualcuna può essere anche rinforzata classicamente .secondo il voto del congresso di Firenze (il primo del 1901), una scuola a tipo moderno. Lasciamo alle famiglie la massima libertà di scelta; e perciò stabiliamo la equivalenza dei diplomi di tutte queste scuole per l'ammissione a tutte le facoltà universitarie, e liberi passaggi dall'una all'altra scuola, anche lungo le vie, per mezzo di esami complementari. O la cultura classica è veramente superiore alle altre; e i giovani provenienti dalle scuole classiche si dimostreranno negli esami, nelle università, nella vita meglio addestrati degli altri; e la loro superiorità servirà ad accreditare le scuole da cui sono usciti 700 BibliotecaGino Bianco
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