Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica Ma poiché il mio revirement continua a fare le spese degli amici della Corrente, ed è arrivato fino agli onori del Giornale d'Italia, bisogna bene che mi decida a parlarne anch'io e che metta le cose a posto: io non ci guadagnerò e non ci perderò niente; ma è sperabile che dopo queste mie pagine la questione della scuola unica o plurima ci guadagnerà - almeno essa! - di non essere piu confusa con la questione: "se sia lecito a un unicista fare un revirement verso il plurimismo" ! Io ho avuto l'onore di sbottonarmi sulla scuola unica per la prima volta in un discorso del 10 maggio 1903, che si può trovare nell'anno II, nn. 11 e 12 del primitivo Bollettino della Federazione. La scuola unica: ecco il toccasana di tutti i mali, ecco la bacchetta magica al cui tocco la vita della scuola rifiorirà; ed è un gran dissertare di scuola unica; e molta gente, che finora non aveva sentito il bisogno di riformare nulla, a un tratto è presa dal fervore di riformare tutto, sempre naturalmente per mezzo della scuola unica, difendendola o combattendola, senza saper neanche in che cosa consista... Non pochi, per altro, ne discutono con grande competenza pro e contro; e fra essi quelli piu vicino alla verità a me sembrano per quanto io possa giudicare in cosi discutibile materia, i sostenitori della scuola media unica di primo grado; ma altro è aderire in massima all'idea della scuola unica, altro è illudersi ch'essa possa essere senza nessun ritardo impiantata. - Forse la via migliore, per arrivare alla scuola unica è quella, a prima apparenza molto strana, di moltiplicare i tipi delle scuole attuali ... ... Creati in tal maniera tre tipi di scuole medie, messe tutte nelle stesse condizioni di concorrenza, lasciar fare al tempo e aspettare quale di esse finirà con l'assorbire tutta la popolazione scolastica, perché piu rispondente alle necessità del paese, lasciando che le altre si esauriscano a poco a poco per mancanza di materiale. Ma è questa una mia opinione personale, discutibilissima come qualunque altra. Dunque la scuola unica, nominata cosf senz'altra determinazione si vede che non avevo ancora idee chiare su di essa, e parlavo un po' ad orecchio, sotto la suggestione della réclame che in quel tempo i giornali, tutti amici dell'on. Nasi, le facevano da ogni parte - la scuola unica non era il toccasana; prima di arrivarci, se ci si arriverà, bisogna moltiplicare i tipi delle scuole attuali; ci sono riforme ben piu urgenti da fare, ed enumeravo la creazione di "scuole complementari e professionali, che soddisfacciano ai bisogni di quella vasta zona sociale, che sta fra il proletariato e la borghesia," la creazione nelle Università di scuole di filologia moderna, la parificazione della scuola moderna con la scuola classica, il riordinamento dell'amministrazione, il miglioramento economico e giuridico degl'insegnanti. Idee analoghe sostenni al Congresso di Cremona, nella relazione sul primo tema in cui dichiaravo di sfuggita di "sorridere all'idea della scuola unica," ma la schiacciavo sotto una valanga di ma, di se e di pregiudiziali e ripetevo: Queste difficoltà si opporranno sempre alla istituzione della scuola unica, finché i seguaci di questa non avranno compreso che la riforma da essi vagheggiata non si deve impiantare a un tratto, facendo strage spietata di tutte le scuole d'oggi e fondendone i 698 BibliotecaGino Bianco

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