Il mio revirement sulla scuola unica magg10ranza dei convenuti a Firenze che un sistema di scuole plurime per burla, in cui le diverse scuole medie di primo grado non differiscano in altro che nel nome, il ginnasio-scuola unica della Commissione Reale non differisce, a quel che pare, quasi affatto dalla scuola tecnica per le materie d'insegnamento, per gli sbocchi verso le scuole di secondo grado, per gli orari; e la quinta e la sesta elementare tendono a parificarsi completamente alle prime due classi della cosI detta scuola tecnica e del cosI detto ginnasio: la Commissione Reale, insomma, vuole tre scuole identiche con tre nomi diversi, e cerca di introdurre di soppiatto la scuola unica non solo preparatoria ma anche complementare, dichiarando di essere contraria. Questa era l'abilità, in cui tentavano avvolgersi e avvolgerci nella Commissione Reale, quando ne facevamo parte, i funzionari del Ministero. Questa stessa abilità ritorna ora a fare capolino all'intervista del!"' autorevole uomo" che il Giornale d'Italia "non crede" appartenga alla Commissione Reale. Se l'accordo veramente esistesse, tutti ne saremmo lieti; e ci sarebbe solo da deplorare che la Commissione Reale ci abbia lasciato finora giuocare a mosca cieca, col non dare mai alla luce la sua relazione tante volte annunziata e tanto invano aspettata. Ma equivoci e abilità e gibigianne non ne vogliamo. Gli argomenti scolastici sono cosI complessi e difficili, che in essi ogni dissenso è legittimo. Ad un patto solo, però: che ciascuno prenda un posto ben determinato e rinunzi a scambiare le carte in tavola, e cerchi la vittoria nelle forze intrinseche della propria tesi e non nelle distrazioni o nella presunta imbecillità degli avversari. Certe abilità strategiche da convenzioni marittime mettiamole da un lato, almeno quando c1 occupiamo di educazione nazionale. Con perfetta osservanza obbl.mo G. SAL VEMINI Il mio revirement sulla scuola unica1 Di avere mutato op1mone sulla questione della scuola unica, non mi dolgo e non mi vanto. Ognuno fa quel che può. E beato chi può dire di avere sempre avute le stesse precise idee, fin da quando stava a balia, evitando il pericolo di fare sospettare che la sua eroica coerenza non indichi se non mancanza assoluta di idee e idiozia incrollabile. 1 Pubblicato in "Nuovi Doveri," 15 ottobre 1909. [N.d.C.] 697 BibliotecaGino Bianco
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