Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica Con questo non intendo proporzionare il valore dei voti dei Congressi alla quantità dei votanti, e tanto meno fare passare la maggioranza di Firenze come la unanimità degli insegnanti. Il Congresso di Firenze ha preso tanti voti unanimi o quasi, su tante altre importantissime riforme scolastiche, che non c'è bisogno di gonfiare le gote e gabellare anche il voto preso a maggioranza sulla scuola unica, come unanime, inappellabile, definitivo. Basta riconoscere che questa riforma, anche dato e non concesso che sia buona, è immatura, e che faremo opera prudente ed opportuna, se per ora la metteremo da parte, occupandoci invece delle moltissime altre riforme, su cui c'è l'accordo quasi universale. I congressi tecnici non sono parlamenti, in cui la maggioranza taglia bene o male i nodi con voti deliberativi. I congressi servono solo ad accertare la maturità delle idee, su cui i voti si raccolgono unanimi, ed a chiarire bene le idee e le posizioni diverse, dove la unanimità non si è ancora formata. A questo appunto ha servito sulla questione della scuola unica il Congresso, eliminando molti equivoci, ed illuminando meglio nelle menti degli intervenuti e degli assenti, che hanno letto i giornali e leggeranno i resoconti stenografici, jl valore delle singole soluzioni. Ora l'intervista pubblicata dal Giornale d'Italia del 30 settembre, pare fatta apposta per intorbidire le acque, confondere le idee, e togliere i soli resultati veramente utili su questo punto del recente Congresso. Certo, la Commissione Reale propone, a quel che sembra, anch'essa, una scuola postelementare fine a se stessa, distinta dalle scuole preparatorie; ma afferma sufficiente a questo scopo la quinta e sesta elementare della legge del 1904; mentre il Congresso di Firenze ha affermato che, queste due classi, anche quando esisteranno dove ce n'è reale bisogno, non basteranno a tutte le esigenze della borghesia minuta e del proletariato, ma occorre destinare a quest'ufficio anche la attuale scuola tecnica, fatta quadriennale e liberata dagli alunni che si destinano agli studi tecnici. La Commissione Reale propone certo anch'essa a quel che pare, che ci sia una scuola preparatoria speciale per l'istituto tecnico professionale; ma destina a questo scopo, a quel che pare, l'attuale scuola tecnica, che il Congresso di Firenze vorrebbe addetta all'altro ufficio poco fa accennato, proponendo per l'istituto tecnico professionale la creazione ex-novo di uno speciale corso preparatorio. La Commissione Reale riforma, a quel che pare, la scuola classica abolendovi il ginnasio inferiore, cioè posticipando alla quarta ginnasiale il latino, anticipando il francese alla prima, introducendo nelle prime trè classi il disegno e le scienze naturali, facendo insomma del ginnasio inferiore una copia della scuola tecnica, meno la computisteria; mentre il Congresso di Firenze, pure riconoscendo la necessità di elevare alla concorrenza con la scuola classica la scuola moderna, ha affermato la necessità che non si sconvolga cosi a fondo la scuola classica. E, quel che piu importa, mentre nulla è piu lontano dal pensiero della 696 BibliotecaGino Bianco

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