La polemica tra Salvemini e l'autorevole uomo mo. Quante famiglie mantengono i figli all'università e non ve li potrebbero mantenere! Quanti giovani non si mantengono negli istituti superiori a furia di fatiche e di buona volontà? Non è vero che le condizioni economiche siano l'unica causa della scelta; influiranno, ma non sono l'unica causa, né la piu importante. Queste sono le poche cose che devo dire a difesa di quell'ordine del giorno con cui chieggo che un'unica scuola di cultura prepari a tutte le scuole medie di grado superiore, e quindi ai licei, all'istituto tecnico ed alla scuola normale. Spero di vincere, non per la bontà della mia difesa, ma per la bontà della cosa. Discorsi splendidi hanno portato ad una sconfitta clamorosa; chi sa che un discorso molto modesto non mi porti alla vittoria, per la bontà della causa che ho sostenuto. (Applausi.) La polemica tra Salvemini e l'autorevole uomd 1. L'autorevole uomo. (Giornale d'Italia del 29 settembre.) "Che ne pensa del Congresso di Firenze?" "Il Congresso di Firenze non è arrivato a conclusioni che fossero inaspettate da chi ha seguito il movimento dell'opinione pubblica intorno alla riforma della scuola media dal Congresso di Milano di quattro anni fa ad oggi. L'ultimo Congresso è giunto alle conclusioni perfettamente opposte a quelle del primo. A Milano scuola unica senza latino al principio di ogni ordine di scuole e con preparazione iniziale e formativa di tutti gli studi qualunque fosse il loro indirizzo ed il loro fine ultimo: a Firenze, il contrario, separazione_ assoluta, netta, completa di ogni scuola e d'ogni indirizzo di studi. Ciascuna forma o tipo di scuole, si votò, deve avere la sua particolare, adatta, conveniente preparazione in una sua scuola di grado inferiore. " ... Ma non è detto che la lotta non debba riprendersi, tanto piu che il numero dei vqtanti a Firenze, per quanto si tratti di delegati, non fu certo rilevante. Anzi su questo punto solo e principalmente si rinnoverà la questione, perché quanto al resto, nonostante le vivaci discussioni, si può dire che l'accordo sia generale." "E la Commissione reale? "2 "La pubblicazione della sua relazione dovrebbe essere imminente. A ogni modo, le sue conclusioni sono note perché furono pubblicate due anni fa o piu m una sua re1 Da "Nuovi Doveri," 15 ottobre 1909. Il "Giornale d'Italia" del 29 settembre 1909 pubblicava l'intervista, riportata in parte nello scritto, di un autorevole uomo e studioso, che non faceva parte della Commissione Reale, sulle discussioni e sulle conclusioni del Congresso dei professori tenuto a Firenze, sotto il titolo Accordo o dissenso? [N.d.C.] 2 La Commissione Reale d'inchiesta per la Pubblica Istruzione (R.D. 8 marzo 1908, n. 67 - L. 22 dicembre 1908, n. 773) era composta nel 1909 dai senatori Serena, Rattazzi, Bacchelli, Perla, dai deputati Fani, Abignente, Viccini, dai Consiglieri di Stato Sandrelli e Di Fratta, dai Consiglieri di Cassazione Pandana-Vaccolini e Setti. [N.d.C.] 693 · BiblibtecaGino Bianco
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