Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica soltanto professori di materie tecniche, ma anche di storia e di lettere, ha domandato una scuola di preparazione, ,magari col latino. I classicisti temono un inquinamento della scuola di preparazione. E si è obiettato: voi tecnici domandate la scuola unica e la chiedete puramente formativa, da cui sia bandita qualunque disciplina che abbia utilità immediata; ma chi ci assicura poi che quando farete l'ordinamento, quando farete i programmi, voi non ci caccerete dentro qualche cosa che non sia piu quello che avete detto prima? Chi ce lo garantisce? Ebbene, io lealmente dico: la scuola preparatoria preparatela voi classicisti, e poi l'accetterò come voi l'avrete preparata, purché sia una scuola veramente preparatoria. Il Salvemini vuole la suddistinzione di vari rami di scuola preparatoria e la creazione del liceo moderno, anche per sfollare quello classico. Ebbene, il Salvemini dovrà riconoscere che il liceo classico si sfollerà, se rimandiamo la scelta a tre, quattro o cinque anni dopo, ma non si sfollerà affatto, se viene subito dopo la scuola elementare. Perché non bisogna che dimentichi che egli ha dovuto cedere nella questione del liceo moderno, accettando la possibilità che la sezione fisico-matematica divenga colle debite riforme il liceo moderno. Ora per questa via avverrà che il liceo moderno ed istituto tecnico resteranno uniti; e sarà quindi necessario che resti unita anche la scuola di preparazione. Il Salvemini poi ha detto che la scuola non crea attitudini, che noi non abbiamo attitudini, che noi, quando entriamo nelle scuole, non siamo che dei vasi vuoti; ed è la scuola che scegliamo la quale ci fa diventare avvocati o medici, frati o guerrieri: questo è quello che conclude il Salvemini. Ora· io non lo credo affatto. Credo che la scuola possa perfezionare e correggere le attitudini, dare un indirizzo piu esatto ad esse. Le attitudini esistono, e con la scuola di formazione dobbiamo cercare di scoprirle nel giovanetto, ed in base ad esse designare a lui l'uno o l'altro ordine di studt Ma un'altra ragione, la piu vecchia, e anche la piu vera, l'ho accennata prima; io e tanti altri vogliamo evitare che un ragazzo di dieci anni sia obbligato a decidere della propria vita, della propria carriera, della propria sorte, in base a quello che pensa il padre od un qualsiasi consigliere della famiglia. Questo ora avviene per quasi tutti, come è avvenuto per me, che non credo di rappresentare l'eccezione. Una quantità di coloro che hanno seguito gli studi tecnici hanno dovuto confessare che ci si sono trovati non per volontà propria, ma soltanto perché la buona o mala fortuna li ha sospinti in quell'ordine di studi. È vero che le influenze della famiglia, le influenze economiche soprattutto, influiscono nella scelta della via; non nego che chi è piu ricco può tendere ad un grado di cultura piu elevato, chi è meno ricco cerca una via piu breve, ma noi abbiamo esempi ammirevoli di sacrifizi eroici fatti dalle famiglie pur di far proseguire i figli negli studi! Le famiglie, per soddisfare il desiderio dei figli, si sacrificano, fanno di tutto per procurare i mezzi che mancherebbero, e noi su questi sacri- .fìzi delle famiglie dobbiamo contare come su di un elemento importantissi692 BibliotecaGino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==